Non è vero che votano Salvini perché ci sono tanti immigrati stranieri

«Il voto a Salvini va perché ci sono tanti migranti stranieri. È un fatto. Solo che voi di sinistra non volete prenderne atto, e vi aggrappate su quelle stupidaggini dell’eterno fascismo italiano». Così, parola più, parola meno, mi dice un conoscente prendendo un caffè al bar, in una discussione iniziata dalle notizie sulla scorta alla Segre e gli insulti a Balotelli. Ma siamo sicuri che sia così, che siano cioè quelli di sinistra a non voler considerare i fatti per quelli che sono o non una certa lettura conformista a considerarli in un’ottica ben definita e interessata? Proviamo a vederli, questi fatti, partendo proprio dalla relazione che il mio interlocutore (e non solo lui) faceva: maggiore presenza di immigrati stranieri = alte percentuali di voto per Salvini.

Il paese con la più alta percentuale di voti registrati dalla Lega alle ultime europee, le consultazioni che per quel partito sono state le migliori, è Cavargna, in Lombardia, provincia di Como. Lì, per Salvini hanno votato l’86,79% di quanti si sono recati alle urne. Sempre lì, gli stranieri residenti sono solo due su oltre 200 abitanti: meno dell’uno per cento del totale. E sono pure olandesi, quegli stranieri, non extracomunitari (e probabilmente non neri, per dare una nota di colore sociale alla discussione). Nel capoluogo di quella stessa Regione, Milano, al contrario la Lega non è stata nemmeno il primo partito, giungendo seconda, dietro il Pd, con il 27,39%. Ma a Milano gli stranieri sono ben 253.482, quasi il 20% del totale dei residenti. Ancora convinti della relazione diretta immigrati stranieri, voto a Salvini? Andiamo avanti con qualche altro esempio.

Nella provincia in cui vivo, i comuni dove la Lega ha superato il settanta per cento dei consensi nel maggio scorso sono stati Isasca (74,07%) e Monasterolo Casotto (71,43%). Nel primo, ci sono solo due stranieri, il 2,5% dei residenti, nel secondo, uno, l’1,3% degli abitanti. Di contro, nei due centri maggiori, Cuneo (dove gli stranieri sono 6.261, l’11,2% della popolazione) e Alba (3.818 stranieri, il 12,1% del totale degli abitanti), la Lega ha racconto rispettivamente il 33,54% e il 32,66% (Nota: i dati statistici sulla composizione della popolazione sono tratti dal sito www.comuni.italiani.it e relativi al 2018, mentre quelli delle percentuali di voto alle europee dal sito del Ministero dell’Interno).   

Ora, che sia pacifico che la Lega stia prendendo tanti voti, se non tutti, insistendo sul tema dei migranti, non significa affatto che il voto a questa sia effettivamente legato alla presenza di stranieri sul territorio dove viene espresso. Anzi, con cifre che saremmo eufemistici a definire paradossali, là dove sono di più gli stranieri, la Lega incontra meno consensi; viceversa, dove quelli quasi non ci sono, essa sfiora percentuali che nella Bulgaria di Živkov avrebbero definito valtellinesi.

La narrazione, invece, dà come accertata e fattuale la relazione diretta fra la presenza di immigrati e il voto per Salvini, spiegandoci, con un forte ricorso a temi e toni da sociologia d’attacco (e d’accatto, va detto), come sia la provincia e le aree marginali a votare per Salvini perché è lì, e solo lì, che si concentrano e si scaricano gli effetti del «problema migratorio».

Forse, però, ideologicamente pregiudiziale è questa lettura, non quella che la contrasta.

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