Così, per capire

La preoccupazione per i dazi statunitensi sull’importazione di formaggi e vini è comprensibile, fra gli associati della Coldiretti: sapere che i propri prodotti rischiano, di fatto, di non poter accedere a uno dei maggiori mercati mondiali non dev’essere certo una notizia da festeggiare. Un po’ meno, invece, mi è chiaro come può essere, globalmente, cattiva per chi, non più tardi della scorsa settimana, pensava addirittura di inserire in Costituzione la salvaguardia dell’ambiente (perché, evidentemente, non dev’esser sufficiente quel richiamo alla tutela del paesaggio, che lì è da intendersi come ecosistema in generale, esseri umani e loro opere comprese).

Cioè, non capisco come il fatto che, in un futuro più o meno vicino, minori quantità di prodotti attraverseranno l’Atlantico solo per essere consumati non debba essere considerata una buona notizia, dal punto di vista ambientale. Per dirla meglio, non so decidere, sulla scorta di quello che sento ripetermi ogni giorno, se pensare che sbagli chi si preoccupa dei dazi o si debba fare la lotta all’inquinamento vendendo forme di Grana e Parmigiano e bottiglie di Prosecco e Barolo a migliaia di chilometri di distanza, consumando quintali e quintali di gasolio? Nessuna provocazione; chiedo così, appunto, per capire.

Perché questa storia fa il paio con un’altra; quella che vuole, nemmeno passato il weekend, gli stessi che davano del cinico a chiunque eccepisse anche solo sulla scelta delle parole dei giovani dei Fridays for Future, arrivare a chiedere, e con urgenza, una manovra finanziaria protesa verso la crescita economica, l’incremento del Pil e, di conseguenza, l’aumento dei consumi.

Per mio limite, ovvio, ma a me le cose non tornano poi tanto; o si vuole ridurre il peso sul pianeta degli esseri umani, e va da sé che per farlo sia necessario consumare meno, portare in giro meno prodotti, per quanto eccellentissimi, ridurre, di pari passo, le nostre ambizioni e aspettative di sviluppo e, come ha detto perfettamente Greta Thunberg all’Onu, smettere di raccontarci «favole di eterna crescita economica», o va bene tutto com’è, e anzi si deve crescere ancora di più perché non è vero che pesiamo così tanto.

Come dite: «Esiste pure la crescita sostenibile»? Certo, ne ho sentito parlare. E persino del ghiaccio bollente, che dev’essere un altro effetto del climate change.

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