«Tutti sono uguali, tutti rubano nella stessa maniera»

Io ci ho sempre creduto che quello fosse solamente «un modo per convincerti a restare in casa quando viene la sera». E devo dire che ne sono stato, e forse lo sono ancora, razionalmente convinto. Poi, però, anni di martellamenti nel senso opposto mi hanno spinto sugli scogli delle domande e degli interrogativi, e la mia fiducia democratica, di fronte alla maggioranza bipartisan sempre pronta a ripetere quella tesi, ha allevato il dubbio che la ragione non fosse dalla mia parte, ma nelle idee di quanti la sostenevano.

Così, dopo lunghi periodi di urla quali «Ladri! Corrotti! CASTA!!!11!!!1», uno, se non si convince del tutto, quantomeno si dispone in animo e corpo a non mettere più la mano sul fuoco per nessuno, ancor meno per chi non si conosce. E io, Paola Muraro, non la conosco. Che ci sia o no quel conflitto d’interessi, scusatemi il banale gioco di parole, non m’interessa: per molto, ma molto meno, ho sentito la rabbia di quello stesso popolo che ha eletto la Raggi che l’ha nominata in giunta scagliarsi come in una novella verghiana contro ogni simbolo, o solo simulacro, del potere e dei partiti. Perché oggi dovrebbe essere diverso?

«Onestà!», abbiamo sentito ritmare in ogni singola sede della democrazia e delle istituzioni, e siamo tutti d’accordo. Ora ci si potrebbe accontentare di molto meno: coerenza. Semplicemente e esclusivamente quello, mettere in pratica quanto si è per anni rinfacciato agli altri. Non è in discussione la condotta della professionista diventata assessore, ma non è obbligatorio che quella stessa professionista sia assessore. Se c’è un sospetto, uno solo, fosse anche per non prestare il fianco alle facili critiche delle opposizioni, perché non essere consequenziali con quanto si è ripetuto in lungo e in largo e chiedere pure a lei di fare quel passo indietro o di lato che a ogni sospetto ad altri s’è chiesto con forza, vigore e, almeno apparentemente, rabbia?

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2 risposte a «Tutti sono uguali, tutti rubano nella stessa maniera»

  1. Fabrizio scrive:

    La legge e’ uguale per tutti?
    Non tutti sono uguali e non tutti sono disposti a fare!
    Non un passo indietro ma due passi indietro!
    Un passo indietro unilaterale(assessore) , civilmente parlando !
    Il secondo passo indietro bilaterale, (sindaco +assessore), democraticamente parlando.
    Civilmente , c’e’ una responsabilita’ di autocontrollo dirigenziale nell’autovalutazione unilaterale della propria funzione pubblica
    Democraticamente, c’e’ una violazione di autovalutazione bilaterale dirigenziale nell’autocontrollo delle proprie funzioni di responsabilita’ pubbliche

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