Perché sono animali

«Dobbiamo stare attenti a non identificare la pietà con quel pietismo, piuttosto diffuso, che è solo un’emozione superficiale e offende la dignità dell’altro. Allo stesso modo, la pietà non va confusa neppure con la compassione che proviamo per gli animali che vivono con noi; accade, infatti, che a volte si provi questo sentimento verso gli animali, e si rimanga indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli». Così il Papa, con le parole che ci si aspetterebbe da uno che regge quel pastorale. Alcune reazioni, sinceramente, non le ho capite.

E non perché io, in questo caso come in altri, la pensi come Bergoglio, ma proprio perché non le comprendo. Lui non ha detto di essere insensibili o peggio di maltrattare gli animali, ha solo spiegato come, per la visione del mondo che lui professa, prima ci siano gli uomini e poi il resto del creato. Ma non in una scala, proprio su piani differenti: quello della morale, in cui c’è l’amore e la pietà, e che appartiene agli esseri umani, e gli altri, in cui possono esserci sentimenti, certo, ma di natura diversa e imparagonabili.

L’ambientalismo, il rispetto della natura, la scelta di una vita in equilibrio con il mondo che ci circonda, piante e animali compresi, chi mai li mette in discussione? Di certo non il Pontefice con quelle parole. Ma gli animali non sono persone, tutto qui. E queste vengono prima di quelli. Come faccio a dirlo? Beh, per me è così. C’è poco da dire ancora e si rischia di essere pleonastici, ma voglio risolverla con un esempio. A me è capitato di ammazzare qualche animale, involontariamente o meno, eppure non ho rimorsi; sarebbe stato così se avessi ucciso qualche persona?

A risposta preventiva per possibili critiche all’ultimo periodo di questo post, se ci pensate, lo abbiamo fatto tutti. So che molti parlando dell’animale ucciso vanno con la mente al loro cane o al proprio gatto; ma non date a questi altri animali ammazzati da mangiare?

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2 risposte a Perché sono animali

  1. Enrica scrive:

    Difficilissimo far ragionare gli animalisti talebani. Ce ne sono anche di cattivissimi, lo sanno bene i commessi di una pescheria a Milano aggrediti al grido di “sporchi assassini”.

  2. Fabrizio scrive:

    Alle “ipotesi di storia” , al “rien ne va plus, le jeux sont faits , nulla e’ piu’ valido i giochi ( ormai ) sono fatti , alle strategie di turno , si sono sempre contrapposti i principi conquistati con sudore e non solo.
    Cosa dovrebbero fare i cani e i gatti , i tassisti, ecccetera ed eccetera ?
    Partecipare al raggiungimento degli obiettivi per il bene comune ; partecipare al raggiungimento di quei valori , fattori, indicatori, che realmente equilibrano la societa’ civile ( sovranità del popolo) con i poteri dello Stato.
    Partecipare con libertà , uguaglianza e legalità al voto o all’astensione ,sulla politica “rappresentativa indiretta”, sui referundum “reale democrazia diretta”, su un nuovo sistema stato sostanziale nella forma e nel contenuto.
    Un giusto equilibrio tra i principi”sacrosanti” della Ns. Costituzione e i valori “ fattori ed indicatori” che evolvono nel corso della vita quotidiana “globalizzazione”; fattori, civili e penali ; indicatori di benessere, di sviluppo, eccetera ed eccetera.

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