Non è l’unico destino

Nel weekend ho visto Money Monster, diretto da Jodie Foster con George Clooney e Julia Roberts. La trama a grandi linee credo la conosciate. Clooney è il presentatore di un programma sull’economia e la finanza, la Roberts la sua produttrice e con tutto lo studio vengono sequestrati da un investitore che ha perso i suoi soldi seguendo le rassicurazioni dello speaker televisivo. Per salvarsi, scoprono che i 60 mila dollari andati in fumo del sequestratore sono finiti in una truffa giocata sulla velocità degli algoritmi informatici e con gli antichi mezzi della corruzione che fa leva sull’avidità. Nulla di nuovo, ma tutto sommato un bel film.

La parte per me più interessante del lavoro della Foster è però legata alla presunta immoralità dello speculatore che, magicamente, si ribalta in integerrima probità degli investitori truffati. Il tale che nel film irrompe armato nello studio televisivo ha perso dei soldi e, col suo gesto, costringe i giornalisti e l’amministratore della finanziaria ad ammettere che quel modo di fare, costato 800 milioni al fondo di investimento, è sbagliato. Ma lo stesso metodo al medesimo fondo avrebbe potuto fruttare due miliardi e mezzo (non vi svelo come, se no non andate al cinema); chi si sarebbe eretto a censore in quel caso? Gli investitori beneficiati dai copiosi dividendi o i piccoli risparmiatori gratificati dagli alti rendimenti dei loro risparmi? I media sedotti e convinti dal mito del denaro che genera denaro?

Perché a me dispiace, e molto, di tutti quelli che, fidandosi di incravattati pifferai, han perso i propri averi, magari messi da parte in una vita di sacrifici. Però l’errore è stato appunto fidarsi, e la disonestà degli amministratori di quei fondi sempre pronti a raggiri a danno del più debole non sarebbe stata minore se i sottoscrittori fiduciosi si fossero, più o meno, arricchiti. È grande il furto fatto dallo speculatore, e non lo è di meno se una quota dei proventi dell’imbroglio finisce nelle tasche degli azionisti e dei risparmiatori.

È il moderno capitalismo, bellezza, ma non è l’unico destino ad attenderci.

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1 risposta a Non è l’unico destino

  1. Fabrizio scrive:

    E quindi , se non sara’ l’unico destino , quale fato, fortuna , provvidenza , sorte, ci aspetta, nel concedere per ricevere o avere dal non dato?
    L’Europa chiede garanzie sul ns. debito e non solo……………….
    Ipotizziamo , ma io non ci credo, che i beni immobili della Chiesa ( valore di circa duemila miiardi) siano messi in vendita ( in gran parte sovvenzionati da soldi pubblici) e qualche multinazionale o privato della finanza ne prenda il possesso, e che poi baratti il proprio possesso nella compravendita di qualche debito interno , quale avere e ricevere sarà per tutti noi e future generazioni , dal destino prossimo futuro .

    p.s. The End Story

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