Perché, loro che ne sanno?

Il 17 aprile prossimo si voterà per abrogare la norma che consente di rinnovare a vita (del giacimento) le concessioni estrattive per gli idrocarburi in mare entro le dodici miglia nautiche dalla costa. Io andrò a votare e voterò “sì”, e se a voi il mare piace, quel giorno non andateci, ma pensateci, e fate altrettanto (piccolo spazio propaganda). Il referendum, si sa, è uno strumento da maneggiare sempre con cautela, almeno fin dai tempi della scelta fra Gesù e Barabba. I rischi di derive per così dire “emozionali” ci sono, certo, come negarlo. Però, questi ci sono sempre, pure nelle circostanze in cui quanti oggi li paventano ieri si trovavano a sostenere la bontà della consultazione diretta e popolare, e ci sono nondimeno  in tutte le altre elezioni, persino, ovviamente, in quelle da cui chi, nel caso in discussione, denuncia i limiti dell’espressione del consenso trae la propria legittimazione e fonda la sua legittimità a legiferare.

Ma c’è un non detto che emerge e riaffiora in molte discussioni dei contrari alla consultazione referendaria sulle trivelle: “l’argomento”, è il senso di quel ragionamento, “è affare complesso, con implicazioni di natura diversa e differenziata, dalle questioni tecniche agli aspetti ambientali e fino alle implicazioni e alle ricadute economiche ed occupazionali; farne materia nella disponibilità di tutti, appannaggio della competenza del normale cittadino, non è opportuno”. Anche qui, il ragionamento vale sempre e su tutto, pure quando si tratta di eleggere chi deve amministrare e governare quegli stessi aspetti. E soprattutto, mi chiedo: ma siamo poi sicuri che la competenza del parlamentare medio che ha votato la norma che lì si vuole abrogare sia maggiore di quella del potenziale comune elettore?

Perché, così su due piedi, mi vengono in mente almeno qualche centinaio di rappresentanti di quelle aule, fra deputati e senatori, che in quei temi sono quasi sicuro ne sappiano meno di quanto io capisca di calcio; se loro sono “competenti” abbastanza per deciderla, perché io non lo sarei altrettanto per cancellarla? E se state pensando di rispondere “perché sono stati eletti”, vi ricordo solamente che sono stati eletti proprio in virtù di un voto dato dalla stessa gente di cui adesso si mette in discussione l’adeguata preparazione.

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