Ma come “il meno peggio”?

È da un po’ che sto notando questa deriva giustificatoria dello stato presente e della situazione attuale. In sintesi, si spiega che, gira, gira, Renzi, il Pd, l’attuale Governo, non saranno certamente il meglio possibile, forse nemmeno quello che volevamo, ma di sicuro sono il meno peggio. E il meno peggio, come ha spiegato Sabino Cassese a L’aria che tira, su La7, rivolgendosi a Civati, alla fine, bisogna accettarlo, perché avere speranze esagerate e irrealizzabili “porta a continue divisioni”. “Guardate l’Inghilterra”, ha detto il giurista, “non è che sono tutti contenti di stare in due soli partiti, ma lo accettano”. Infatti, i partiti sono almeno cinque.

Al di là della contabilità partitica d’altri Stati, il tema non è nuovo, nemmeno riferito e rivolto direttamente all’ormai ex deputato democratico. Nei giorni passati l’aveva già fatto nella sua Amaca quotidiana Michele Serra, scrivendogli: “preferisco quelli come te, gli irrequieti, i curiosi, i movimentisti, li sento più affini, più liberi, perfino più convincenti, ma alla fine butto il mio voto, per sicurezza, nel calderone più grande a disposizione, quello del partitone di massa. Per fare numero, per cercare di vincere (ogni tanto) oppure di perdere un po’ meno (quasi sempre)”. Aggiungendo poi: “forse sono uno che ha imparato ad accettare e perfino a rispettare la mediocrità della democrazia”. Insomma, il cambiamento straordinario, la forza catartica della rottamazione, the future is now, #adesso #cambiaverso, rivoluzioniamo l’Italia, la politica del fare, l’oggi che è già domani, diventano d’un colpo “la mediocrità della democrazia”? Il massimo che ci possiamo permettere? Il “meno peggio”? Un giudizio che nemmeno il più gufo dei civatiani, rosicone e professionista della tartina.

Un’ottica triste, perché molto simile a quella del male minore, col rischio che, novelli Mitridate, un po’ alla volta, si diventi immuni al veleno. E potrebbe capitare che, ma lo dico per assurdo, ci si ritrovi a condividere le tenzoni politiche dalla medesima parte di omofobi già leghisti, fascisti ancora col mito di Predappio, e personaggi dai rapporti non chiari con la giustizia e i suoi avversari. Come dire: un passo alla volta, s’arriva ovunque; la differenza è nella direzione che si sceglie.

Poi, certo, ognuno è libero di pensarla come vuole, e ci mancherebbe altro. Solo che, ripeto, mi sembra un po’ strano che l’afflato sulle ali dell’entusiasmo per il giovane vincitore e campione della politica che volgeva alle sempre radiose albe, si sia ridotto a vestire i colori d’un mesto tramonto che piega a una triste assenza di alternative. Verrebbe da dire, ricorrendo a una pièce satirica molto in voga sui social network ai tempi dell’ultimo congresso, ma come “il meno peggio”?

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1 risposta a Ma come “il meno peggio”?

  1. Fabrizio scrive:

    Il “meno peggio” di chi e per chi?dove sta il dilemma!
    Il dilemma reale per il Ns.Paese , come dato di fatto, e’ di essere nel caos piu’ caotico,confusonario,che i cittadinisi potessero aspettarsi!
    Caos creato appositivamente, da chi ci governa,a sommo studio !Uno studio costruito a tavolino, retto da patti,accordi,(a due sole zampe) con scopo di distruggere una volte pertutte sia la sinistra e che la destra!Lo studio per arrivare ad un solo partito diretto dal “megalomane n.1 di arcore” e gestito dalla governance del”megalomane n.2 di firenze , masochista e autoritario”.
    Detto cio’ , democraticamente parlando, si puo’ affermare che il meno peggio e’ e sara’ , se qualcuno nono interverra’ e/o qualcosa succedera’,” un peggio piu’ che mai” per noi tutti ,i nostri giovani etc…….!
    Il caso dice che, da chi ci governa,non sara’ posta la fiducia sul ddl scula! Ma come mai e perche’?Siamo aperti al confronto!E allora perche’ il caso non e’ stato attuato sulla legge elettorale!
    Io il mio pensiero sulla comunicazione del fiorentino e’ che su tutto cio’ che dice e scrive ha un senso inverso , soggettivo,………….!
    I suoi sguardi, le sue mosse , le studia la notte!Un esempio e’ quello di portare il dito al naso;tutti si pensa che stia pensando, riflettendo su cosa fare per il bene comune e invece e’ tutto l’opposto! peggio per loro non sanno e non immaginano ………..

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