Una violenza? Addirittura. E voi che farete?

“La scelta della fiducia è irricevibile, sarebbe errore politico madornale, una violenza vera e propria al Parlamento italiano”, ha detto l’ex capogruppo dei democratici alla Camera dei deputati durante l’ultima puntata della trasmissione di Lucia Annunziata, In mezz’ora, in onda ieri su RaiTre.  Una violenza vera e propria? Addirittura. Se è così, è gravissimo, un attentato alle prerogative del Parlamento fatto dal Governo. Non voglio citare le volontà di trasformare quell’aula in un qualcosa di diverso, ma insomma, è allarmante, e non c’è di che star sereni, per citare famosi hashtag evocativi delle possibili conseguenze.

Di fronte alle parole di Roberto Speranza c’è da essere seriamente preoccupati. Il potere esecutivo che compie un atto di “violenza vera e propria” nei confronti dei depositari di quello esecutivo. Il rischio, nemmeno tanto lontano, se quel che dice il deputato del Pd è vero, è di uno stravolgimento dell’assetto istituzionale, un cambiamento di regime in senso “governistico” che potrebbe, a cascata, far discendere scenari cupi e angoscianti. Ecco, dinanzi a tali pericoli, nel caso quell’ipotesi della fiducia dovesse concretizzarsi, voi parlamentari con una chiara e spiccata coscienza libera e democratica, come ci avete ricordato appena due giorni fa, in occasione del settantesimo del 25 aprile, caro Speranza, che cosa fareste? La votereste comunque, magari esplicitando il vostro dissenso cantando Bella ciao? E nei riguardi di un Governo che pensa di attuare un simile atto di violenza sul Parlamento, come vi ponete?

Perché la questione qui si fa seria. Al cospetto di simili minacce, se sono vere, non c’è “lealtà alla ditta” che tenga. Anzi, proprio perché provengono da chi guida la ditta a cui si appartiene, l’opposizione e la lotta devono essere più dure e determinate. Perché è facile ritrovarsi a cantare la canzone della contrarietà per fedeltà ai propri ideali quando comunque si è dalla parte degli oppositori; meno lo è farlo mentre, direttamente o indirettamente, si fa parte di quelli che decidono.

Eppure, è in questi casi che si può fare la differenza, “per far sì che domani non si dica: ‘I tempi erano oscuri perché loro hanno taciuto’”, come fa affermare Tony Servillo al suo Giovanni che fa Enrico in Viva la libertà.

Altrimenti, tanto vale votare tutto quello che passa palazzo Chigi, senza alzare i toni parlando di “violenza” nei confronti del Parlamento, “rottura dell’equilibrio democratico”, combinato disposto fra riforma della Costituzione e legge elettorale “pericoloso per la tenuta del sistema”, eccetera, eccetera, eccetera.

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3 risposte a Una violenza? Addirittura. E voi che farete?

  1. Fabrizio scrive:

    Dare consenso all’Italicum in cambio ad eventuali modifiche sulla forma e contenuto del Senato non e’ Politica Istituzionale Credibile ed Affidabile.
    E’ come al solito politica del compromesso tra il dire e il fare di ieri , oggi,ma non per un domani.

  2. Fabrizio scrive:

    Un compromesso , come dato di fatto,e’ il cosiddetto Partito della Nazione!
    Un compromesso e’ un accomodamento ma non e’ un ammodernamento!

  3. Fabrizio scrive:

    Cosa faranno e/o decideranno i parlamentari tra Costituzione e Italicum e tra Costituzione e Riforme del cosiddetto Cambiamento!
    Il NS.PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ha detto queste testuali parole: tutti devono partecipare per ammodernare il NS.PAESE.
    Ammodernare o Cambiare; dove sta la differenza!La differenza fora le due parole
    e/o pensieri e’ enorme nella vita quotidiana di una persona,famiglia…….
    L’Italia e’ una Repubblica Parlamentare Democratica fondata sul lavoro e la cui sovranita’ e’ rappresentata dal popolo.
    Pertanto possiamo anche dire Repubblica Democratica Rappresentativa.
    Esistino due forme di democrazia rappresentativa , indiretta o diretta/partecipativa.
    I NS. PADRI FONDATORI TROVARONO UN GIUSTO EQUILIBRIO CREANDO UN SISTEMA DI GUIDA GOVERNATIVA ATTRAVERSO IL BICAMERALISMO PERFETTO.
    Concludendo possiamo dire che il cambiamento consiste nel saltare da palo in frasca , velocemente, irregolarmente,……..; l’ammodernamento parte da una visone conosciuta e vissuta!
    Sono anni e anni che viviamo tra il dire e il fare!E con il bluff del cambiamento non e’ democratico mettere i cittadini di fronte a cose fatte e decise in modo frettoloso!Per concludere, veramente, non si puo’ arrampicarsi sugli specchi nel dire che poi saranno i cittadini a decidere attraverso un referendum!
    Il referendum e’democrazia diretta, ma il sistema stato come deve essere per domani e il futuro!E’ questo il vero nodo da ammodernare con la partecipazione di tutto il popolo italiano!

    frettoloso!

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