Hanno sfiduciato tutti gli altri

Sì, Napolitano e Letta hanno respinto l’attacco alla Cancellieri e hanno salvato il Governo. Hanno imposto al Pd un dietrofront rispetto alle prese di posizione degli ultimi giorni. Hanno ridotto all’impotenza e schiacciato con la forza dei numeri quelli che stavano provando a far presentare a quel partito un’autonoma e individuale mozione di sfiducia nei confronti del ministro, dando seguito a tutte le voci autorevoli, anche filogovernative, quando non proprio governanti, che si erano levate circa l’inopportunità della permanenza in quel dicastero di una persona con familiarità telefoniche così, quantomeno, improvvide, spiegando come questo non sia una questione di rilievo penale, ma una questione di sostanza politica, di immagine e di fiducia.

Sì, di fiducia. Quella che la Cancellieri e il Governo di cui fa parte hanno riottenuto alla Camera, quella che gli stessi e chi li sostiene, da quei banchi e da altri colli, hanno perso nel Paese. Perché riconfermando quella fiducia, temo, i parlamentari della maggioranza hanno sfiduciato tutti gli altri.

Gli altri, quelli che al bar già si davano di gomito: “tanto la salvano, tranquilli, non si mandano a casa da soli”. Quelli più arrabbiati: “e di che vi stupite? I potenti fanno sempre quadrato fra di loro”. Quelli cinici: “l’hanno salvata, certo, così, dovesse mai succedere, anche per loro potrà fare una telefonata”. O i sarcastici: “ah, ho capito, la Ligresti è nipote di Mubarak. Da parte di madre, ovviamente”.

Ma soprattutto, i silenti. Quelli che già oggi non vanno a votare, e a cui scene così di certo non fan venire la voglia di andarci. Quelli che, in quelle carceri invivibili che han costretto la ministra ad interessarsi dello stato di salute della figlia dell’amica, hanno perso un figlio, un marito, una sorella, senza che nemmeno un uscere del ministero alzasse il telefono. Quelli che non chiudono occhio la notte, perché non sanno se i propri figli domani avranno di che vivere, non una buonuscita milionaria. Quelli che…

Ma tanto a voi che importa? Che importa a quelli che stanno bene e parlano di stabilità? Che importa sapere che se sei povero, giovane e disoccupato, proprio sentire parlare di stabilità suona nelle orecchie come una condanna all’eterno ripetersi dei tuoi giorni tristi e disperati? Che importa sapere che lo status quo che si ostinano a difendere i ricchi e i potenti va bene a loro, proprio perché sono ricchi e potenti? Che importa sapere che il “non ci sono alternative” è un bicchiere capovolto in cui vola e sbatte una mosca, prima di impazzire?

No, non è la mozione di sfiducia alla Cancellieri. Non è la fiducia al governo Letta. Non è la rielezione di Napolitano. È la certificazione, con voto parlamentare, che nulla potrà mai cambiare. È la fine della speranza. È la chiusura di ogni possibile strada alternativa, di ogni possibile cambiamento, di ogni possibile via di fuga dalla condizione attuale. È tutto questo che si vede all’esterno. È tutto questo che sfiducia.

La vicenda, in sé, non ha nulla di nuovo. Ma proprio nulla. E questo è il problema. È la solita storia di potenti che si conoscono, si aiutano, i cui destini si intrecciano, i cui figli vengono vicendevolmente aiutati. La ministra dice: “non ho fatto pressioni, l’avrei fatto e l’ho fatto per altri. Cosa sarebbe successo se una giovane madre fosse morta?”. Ma cara ministra, non ha fatto pressioni, anche perché alla Ligresti avevano già dato i domiciliari. Altrimenti? Lei, cara ministra, l’avrebbe fatto e lo ha fatto per altri? Ma quello non è il suo compito. Lei deve agire per tutti, non per tutti quelli di cui viene a sapere. Perché altrimenti, per quante telefonate faccia, ne rimarrà sempre qualcuno fuori, e potrà sempre succedere di ritrovar morta Antigone. Come è accaduto, senza che però null’altro succedesse.

Vede signor ministro, signor presidente del Consiglio, signor presidente della Repubblica, signori deputati, sapete cosa avete fatto? Avete contribuito a fomentare la rabbia degli adirati, a sostenere la rinuncia dei rassegnati, ad alimentare il senso di estraneità degli esclusi. E tutto questo, lanciando un solo, unico ed equivocabile messaggio: nulla cambierà, perché nulla può cambiare.

Permettetemi un’annotazione di carattere squisitamente politico e tutta interna al partito a cui sono iscritto, il Pd. In questa vicenda, Napolitano e Letta vincono. Vincono i 101, di nuovo. E con loro vince Cuperlo, è innegabile. Renzi, invece, s’accontenta di una patta; sempre meglio che una sconfitta. Civati, perde. No, non si è adeguato, ha proprio perso. Aveva proposto al suo partito di votare una mozione di sfiducia individuale per il ministro, la questione è stata ribaltata sul Governo. Per presentare la mozione di sfiducia ci volevano 63 firme di deputati. Non le ha avute. Ha perso nel suo gruppo, compatto a difesa del ministro, e ha votato come il suo gruppo.

Poteva astenersi o votare contro, certo. Ma sarebbe stato curioso che si ponesse, o si mettesse in condizioni d’essere posto, fuori da quello stesso partito di cui si candida a diventarne segretario. Ha votato come il gruppo, che, in maggioranza schiacciante, ha detto: “la Cancellieri non si tocca”. Per disciplina di partito. Tutto qui.

La disciplina che quelli che hanno vinto intendono e impongono, quella che non tollera il dissenso, quella che lo banalizza, che non rispetta le minoranze e che sta sempre dalla parte dei più forti, di quelli che comandano, di quelli che vincono. Quella che lui non sopporta, quella che tanti come lui non sopportano, ma che esiste ed è forte in quel partito.

Ora, molti dicono che Civati ha sbagliato a votare col gruppo. Gli stessi che dicevano che aveva sbagliato a non farlo sulla fiducia. Beh, però, se nel partito volevano che Civati avesse ragione, potevano sostenerlo, nel gruppo alla Camera, come nelle convenzioni nei circoli. Uno perde, può succedere; fargliene anche una colpa è un po’ eccessivo, non credete? Come sono ingenerose, e non lo dico perché io l’ho votato e lo voterò, le critiche, le battute sul “Ciwati” di lotta e il Civati di governo. Se avesse voluto votare la fiducia al Governo, avrebbe potuto farlo. E per non averlo fatto lo hanno attaccato gli stessi che lo attaccano ora. Curioso. In un partito vai alla discussione, anche allo scontro. E se perdi, perdi. Poi decidi. Puoi uscire, ovvio, ma se sei candidato segretario, rimani. No, non smetti di dire quello che pensi, anche se fa storcere il naso a quelli che comandano; ma se fai una discussione e la metti ai voti, poi ne accetti il responso, anche se non lo condividi e continui a non condividerlo.

Oggi c’è una grossa parte del Pd che spiega come deve essere il partito rinnovato, e ci dice che vanno separate le figure di presidente del Consiglio da quella di segretario, forse perché poi, quando il gioco si fa duro, il primo possa decidere per tutti, come ha fatto ieri Letta. E se non basta, c’è la benedizione quirinalizia che scende a infondere lo spirito nelle menti dei parlamentari.

Tutto questo c’è già, non chiedetevi come sarebbe il partito se vincesse Cuperlo, perché sarebbe proprio come lo guardate oggi.

Se v’interessa qualcosa, e se quello che c’è oggi non vi piace, provate a chiedervi come potrebbe essere se quelli come Civati fossero maggioranza. E l’8 dicembre, provate a far sì che accada.

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17 risposte a Hanno sfiduciato tutti gli altri

  1. Francesco scrive:

    Quindi con Civati segretario avremmo un per magia un partito a maggioranza civatiana? Oppure il segretario si allineerebbe, per coerenza, perché il segretario non può essere fuori dal partito o altro. Mi dispiace, la delusione è tanta e gli specchi troppo scivolosi.

  2. Luca scrive:

    Non si può perdere un confronto, dichiarare di non esser d’accordo, e comunque sostenere con l’azione -in questo caso il voto- una cosa immorale: è la scusa dei criminali di guerra di ogni tempo.
    Se Civati non ha spazio nel PD che -per sua ammissione- assomma i difetti del M5S (imposizione dell’alto delle opinioni) a quello dei partiti precedenti (corruzione -in senso ampio- dilagante) ne esca e crei qualcosa di nuovo a partire da chi lo sta sostenendo ora, per piccolo che sia.
    Sennò perde pure quello.

    • Tommaso Rimondi scrive:

      questa logica minoritaria in partenza è il peggio che si possa immaginare. E sarei anche un po’stanco di avere sei milioni di partiti a sinistra….

      • Francesco scrive:

        Pienamente d’accordo.
        E’ proprio per questo avrebbe dovuto portare avanti la sua convinzione fino al voto in aula e votare con coerenza rispetto alle proprie idee e, soprattutto, rispetto alla sua visione del PD. Questa è la coerenza che mi sarei aspettato da chi si proponeva di cambiare il partito e che mi aveva anche convinto di poterlo fare.

  3. Luca scrive:

    Non si può perdere un confronto, dichiarare di non esser d’accordo, e comunque sostenere con l’azione -in questo caso il voto- una cosa immorale: è la scusa dei criminali di guerra di ogni tempo.
    Se Civati non ha spazio nel PD che -per sua ammissione- assomma i difetti del M5S (imposizione dell’alto delle opinioni) a quello dei partiti precedenti (corruzione -in senso ampio- dilagante) ne esca e crei qualcosa di nuovo a partire da chi lo sta sostenendo ora, per piccolo che sia.
    Sennò perde pure quello.

    • Tommaso Rimondi scrive:

      questa logica minoritaria in partenza è il peggio che si possa immaginare. E sarei anche un po’stanco di avere sei milioni di partiti a sinistra….

      • Francesco scrive:

        Pienamente d’accordo.
        E’ proprio per questo avrebbe dovuto portare avanti la sua convinzione fino al voto in aula e votare con coerenza rispetto alle proprie idee e, soprattutto, rispetto alla sua visione del PD. Questa è la coerenza che mi sarei aspettato da chi si proponeva di cambiare il partito e che mi aveva anche convinto di poterlo fare.

  4. Vincenzo scrive:

    E le altre volte che ha votato contro o si è astenuto andando contro il gruppo??? sul suo blog si vantava di questo e non venitemi a dire che le stesse persone che lo criticavano per la sua astensione sul voto di fiducia al governo, sono le stesse che lo criticano oggi. Perchè ieri ha votato a favore quindi…?

  5. Vincenzo scrive:

    E le altre volte che ha votato contro o si è astenuto andando contro il gruppo??? sul suo blog si vantava di questo e non venitemi a dire che le stesse persone che lo criticavano per la sua astensione sul voto di fiducia al governo, sono le stesse che lo criticano oggi. Perchè ieri ha votato a favore quindi…?

  6. paola scrive:

    e dopo tutta questa brillante filippica? il succo qual’ è? … il pd ormai fa vomitare, ma lo voto comunque?

  7. paola scrive:

    e dopo tutta questa brillante filippica? il succo qual’ è? … il pd ormai fa vomitare, ma lo voto comunque?

  8. FC scrive:

    Una mozione sua non la poteva portare in aula perchè occorrono 60 parlamentari… poteva votare sì e farsi buttare fuori… così il congresso lo disputavano Cuperlo e Renzi. Noi dueri e puri con Civati avremmo formato il Partito della Rifondazione Democratica, un po’ più a sinistra del Pd, 2 gradi a nord est di Sel ma un po’ staccati dal defunto Prc. Geniale!

    • Francesco scrive:

      Ma credete veramente alla storia che il PD l’avrebbe cacciato su due piedi? A me pare una scusa e anche abbastanza goffa. Ma fosse stato così allora del Partito della Rifondazione Democratica avrei preso anche la tessera. Invece la mossa è stata un ottimo modo per garantirsi un bel 10% alle primarie e lasciare il PD agli altri due che se lo spartiranno bene bene un tanto al voto.

  9. FC scrive:

    Una mozione sua non la poteva portare in aula perchè occorrono 60 parlamentari… poteva votare sì e farsi buttare fuori… così il congresso lo disputavano Cuperlo e Renzi. Noi dueri e puri con Civati avremmo formato il Partito della Rifondazione Democratica, un po’ più a sinistra del Pd, 2 gradi a nord est di Sel ma un po’ staccati dal defunto Prc. Geniale!

    • Francesco scrive:

      Ma credete veramente alla storia che il PD l’avrebbe cacciato su due piedi? A me pare una scusa e anche abbastanza goffa. Ma fosse stato così allora del Partito della Rifondazione Democratica avrei preso anche la tessera. Invece la mossa è stata un ottimo modo per garantirsi un bel 10% alle primarie e lasciare il PD agli altri due che se lo spartiranno bene bene un tanto al voto.

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