Non di sola Università vive la formazione

Salve a tutti,
            spesso l’Università viene concepita come l’unica eccellenza formativa di cui una città può vantarsi. Ecco allora la competizione che si scatena fra cittadine confinanti, ognuna interessata a portare dentro le proprie mura un Ateneo, non importa con quali corsi di laurea.
            Ed ecco quindi poi che nel giro di qualche centinaio di chilometri si hanno tre o quattro facoltà di giurisprudenza, di lettere, di lingue straniere. E non sempre con risultati positivi per quanto concerne il livello della formazione degli studenti.
            Vi sono però delle realtà formative, altrettanto importanti come l’Università, che però paiono snobbate dalle attenzioni delle città e degli enti locali. Sono le scuole di Alta Specializzazione, gli istituti preposti alla formazione post universitaria e specialistica che, in molti casi, sono forse più utili e necessari delle stesse Università.
            In più, poi, queste scuole di specializzazione possono contribuire ad un ripensamento generale dei luoghi della formazione, dell’importanza delle location (per usare un termine caro ai cineasti) all’interno dei processi formativi. Immaginando di delocalizzare alcune specificità formative rispetto ai siti delle formazione tradizionale, infatti, si può pensare di avvicinare le tappe finali di un cursus di formazione ai territori ed ai contesti dove quegli stessi argomenti studiati possono essere accostai al meglio, e nel modo più consono, alle realtà dei fenomeni.
            Pensando a ciò la mia mente non può non correre alla città dove vivo. Matera, infatti, può rappresentare in tal senso un vero e proprio caso emblematico della possibilità di trasferire i corsi di alta specializzazione e di formazione post universitaria nei luoghi e nei contesti dove meglio si possono verificare le nozioni studiate. Ed in parte qui già sta accedendo, con l’istituzione da qualche anno della scuola di specializzazione in Archeologia, che offre ai propri studenti la possibilità di riscontrare subito, vivendo in una città d’arte, l’importanza dello studio e della conoscenza del patrimonio culturale di un territorio.
            Sulla scorta di ciò, e con l’impegno effettivo e puntuale che ci deve essere da parte degli enti locali, Comune in primis, si potrebbe pensare, mi riferisco sempre a Matera per continuare sull’esempio iniziato, a realizzare scuole di specializzazione in materie quali l’Astronomia o la Geologia, o l’Ingegneria e l’Informatica ad esse applicate, potendo contare sulla presenza nel territorio di un centro di studio quale quello di geodesia “Telespazio”, oppure l’Economia e la Gestione di Impresa legate allo studio dei distretti industriali, di cui quello del mobile imbottito è uno degli esempi più completi a livello nazionale. Ciò può contribuire, poi, oltre che alla crescita delle istituzioni formative sul territorio, anche ad una migliore conoscenza e studio del territorio stesso, con ovvie ricadute positive per quanto concerne la programmazione e la progettazione degli interventi da attuare. E tornando all’esempio del distretto dei salotti, anche approfondire le cause delle attuali difficoltà per meglio mettere a punto strategie per migliorare la situazione.
Matera, ad esempio, può diventare un polo di eccellenza per la formazione nel sud Italia, collaborando per incrementare e migliorare l’offerta formativa delle università meridionali. Si potrebbe, quindi, visto che il tema dell’Università sta divenendo centrale anche nel dibattito politico della città e della regione, pensare di collaborare con le altre Università, lasciando ad esse tutta la formazione di base e destinando alle strutture che potrebbero nascere nella Città dei Sassi la parte finale del processo di formazione, l’affinamento delle menti e delle culture, insomma.
Questo, poi, e qui mi riferisco soprattutto al caso di una scuola di specializzazione in materie economico/gestionali, potrebbe essere un vantaggio che la Politica (intesa come attività di attenzione verso la polis) fa al territorio ma anche a sé stessa. Al territorio perché fornirebbe la città di Matera di importanti strutture di formazione e di crescita culturale. A sé stessa perché da queste possono venire importanti analisi delle problematiche e delle risorse del “sistema territorio” e fondamentali indicazioni sul dove e come intervenire per eliminarle e favorire la crescita del comparto locale.

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