Quella potente creazione del nostro noi

Per giocare, col dito accarezzavo il tuo nasino.
E ridevi, sciogliendo in quel fare il mio cuore,
lasciandoti abbracciare, frugando tra i giochi,
usando il tuo sorriso per superare la mia tensione.

Mentre con un braccio cercavo quel contatto
che da sempre avevo desiderato, la tua piccola
quanto già ferma e decisa presa stringeva forte
la mia spalla, e ti inerpicavi lungo il mio fianco

come mille altre volte ti avrei visto fare da allora,
su cuscini, sedie, sofà, letti e qualunque cosa
capiti ancor’oggi davanti al tuo cammino curioso.

Cercò la tua mano la mia fronte, e come l’Adamo
sulla volta della Sistina, il nostro noi si creò così,
ognuno cercando l’altro con la punta delle dita.

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