Buongiorno, comandante

«L’osso al piede». È un modo di dire delle mie parti che si usava per mettere alla berlina quelli che evitavano la naia per qualche presunta infermità. L’ex pilota della Marina e senatore Usa non credo ci sia mai stato, eppure, complice la diagnosi emessa per Donald Trump, sembrava esserci nato quando ha dichiarato, leggo dall’articolo di Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera di martedì scorso: «Il sistema era fatto così. Venivano arruolati i ragazzi provenienti da famiglie con i redditi più bassi, mentre i più ricchi trovavano sempre un dottore che diagnosticava uno “sperone osseo”».

Battute a parte sull’inquilino attuale della Casa Bianca, giova ricordare che non è stato lui l’unico, tra passati e aspiranti commander in chief, a saltare l’arruolamento, trovandosi, in quello, in compagnia di George W. Bush, Dick Cheney, Mitt Romney, Rudy Giuliani, Bill Clinton, solo per stare ai più recenti. Il tratto comune a tutti è quello che dice John McCain: a combattere, ci vanno i figli dei poveri; gli altri, di diritto o di rovescio, lo evitano. Verrebbe da pensare «era ora che qualcuno se ne accorgesse», se non fosse che, quasi sicuramente, fra la guerra e la prigionia, il buon McCain se ne era già accorto da tempo. Come se ne erano accorti altri. Uno su tutti, per citare chi tra le altre cose scriveva bene, Emilio Lussu, quando ne Il cinghiale del diavolo racconta che la vita in trincea «rivelava ai combattenti sardi, ogni giorno, nozioni straordinarie che per loro erano nuove. Per la prima volta si rendevano conto che la guerra la facevano solo i contadini, i pastori, gli operai, gli artigiani. E gli altri, dov’erano?». Cosa che, aggiungeva, non valeva su un solo lato del fronte, dato che i prigionieri presi, «austriaci, ungheresi, cechi, bosniaci, erano anch’essi tutti contadini e operai. Altra scoperta: anche dall’altra parte, la guerra la facevano i contadini e gli operai».

Storia vecchia, potremmo dire. Meglio: sempre la stessa storia. Finché qualcuno non s’incazza, perché i poveri, poi, non sono educati a Oxford, e come prima cosa si dà alla macchia nelle chiamate alle armi che i ricchi fanno per battaglie in cui a morire non saranno loro né i loro figli.

Ecco perché, non so per McCain, ma per me gli eroi sono quelli che, non cercando scorciatoie per sottrarsene in virtù del censo, da uomini, la guerra si rifiutano di farla.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, società, storia e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento