Una storia comune al di là della geografia

«Sono stato una volta in Europa, a Rotterdam». Fu quanto mi disse un ex marinaio, guida volontaria sull’Intrepid, la portaerei della Seconda Guerra Mondiale ormeggiata nell’Hudson a New York e trasformata in museo, quando, mia moglie e io, gli rispondemmo che venivamo dall’Italia. Era un anziano signore bianco, anglo-sassone e probabilmente anche protestante; sapeva bene che c’erano delle differenze tra un olandese, un italiano o un inglese. Eppure disse così, «in Europa», unificando un continente che si percepisce diversificato e differenziato molto più di quanto facciano gli altri.

È ovvio che per me un texano e un newyorkese siano entrambi americani, mentre loro starebbero ore a spiegare l’irriducibilità delle proprie eccezioni. Però, tutti e due, sono statunitensi, e come tali sanno che gli altri li vedono. Similmente, snocciolo le mai colmabili diversità fra me e un berlinese o uno scozzese ma, al contrario, non so leggerci unificati negli occhi degli altri al modo in cui fanno gli yankee fra di loro. Il terrorista di Londra, quello di Berlino e quello di Nizza, invece, ci riescono, ci vedono in quella dimensione che noi non percepiamo: europei. Occidentali, certo, cristiani, ovvio, ma europei di qua e americani di là dell’Atlantico. E una comunità può esistere e scoprirsi tale persino per contrapposizione da parte di qualcun altro.

Vorrei poter dire che la mia Europa non è carolingia, al massimo greca e latina, ma sono nato in una terra forgiata sì dal colonialismo ionico ma che è anche la stessa che un imperatore del Sacro Romano Impero elesse a sua patria d’adozione. Periferia, forse, proiettata all’oriente e  al sud, di sicuro, eppur rimanendo quel che è, lembo di continente totalmente connesso alle sue vicende, completamente parte del suo farsi nel tempo.

Se l’ex malo bonum del grande civis romanus di Numidia può servire a questo caso, negli attacchi che ci portano in quanto europei e non solamente per le nostre dimensioni nazionali può esserci la spiegazione del motivo per cui non è solo geografia la storia che insieme per secoli si è vissuta, al di là di qualsiasi exit e ben oltre gli accordi e i patti che si potranno sottoscrivere o approvare.

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