Ma non devono dimostrarmi più nulla: ho già visto quel che volevano fare

A volte, una parola sfuggita, un’espressione casuale, un ragionamento capitato per caso all’interno di un discorso più generale, possono essere rivelatori dell’idea di fondo che anima chi parla. Dopotutto, pure il lapsus freudiano era in fondo solo questo, sebbene il chiodo fisso del suo primo indagatore lo volle irrimediabilmente legato alla sessualità e alle sue influenze nelle dinamiche della psiche umana. E allora, permettetemi una citazione all’altezza e in linea con i tempi e la stagione che stiamo vivendo.

Nel suo intervento all’ultima direzione del Pd, il presidente di quel partito ha detto (minuto 8:40 del video linkato, per i patiti del genere): «il congresso serve anche a questo, a definire cosa noi vorremmo fare nel momento in cui, nella prossima legislatura, auspicabilmente torneremo a governare e quello che vogliamo fare nello scorcio finale di questa». A parte la congiunzione scelta (perché un congresso, per me, dovrebbe servire proprio a quello), e i tempi che mi sono permesso di far concordare, Orfini spiega come stanno i fatti nella preferenza del verbo: «torneremo». Noi, cioè loro, il Pd al governo infatti ci sono già, e sono stati in maggioranza e a sostegno degli ultimi quattro consecutivi, di cui tre guidati da un loro esponente; cosa potrebbero fare, al di là dell’esito delle loro assisi, che non hanno fin qui fatto? In cosa radicalmente potrebbe cambiare la loro proposta politica? E non sono e sarebbero comunque gli stessi che hanno voluto e votato (o sostenuto chi la voleva e votava, ma non cambia nella sostanza) ogni singola cosa che fin qui è stata realizzata, nel modo preciso in cui la si è avuta? Ecco, per questo non li voterei: perché già conosco quello che farebbero in quanto ho visto cosa hanno fatto.

Il resto, tutto il resto, sono posizionamenti, tattiche, manovre che lasciano il tempo che trovano. Se uno e uno solo dei parlamentari o dei dirigenti del Pd avesse davvero in questi anni voluto contrastare qualcuno dei provvedimenti che ora schiere di politici in presunta minoranza contestano, avrebbe votato contro, sostenuto azioni istituzionali e popolari per smontarli, al limite, come altri han fatto, lasciato quel partito che, come un sol uomo, li attuava e difendeva.

Così non è avvenuto. Perché dovrei credere che domani accadrà?

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