I nomi delle cose di sempre

Simili a pietre in un fiume volle quegli uomini l’esule poeta,
bagnate dall’acqua per anni, ma subito asciugate dall’aria,
così è come se in quella nemmeno un attimo fossero state,
pronte a ritornare com’erano prima d’esser dalla terra tolte.
E allora sono pronti quegli uomini a calcar sentieri millenari,
lungo gli assi, le vie che da sempre uniscono le argille al bosco,
in cui non tutto è conoscibile dalla ragione, né noto alla scienza,
ché i viventi non solo sanno, ma ciò che è fortemente sentono.
Ritornano allora a sentire quel piccolo malandrino giù al pozzo,
e le gambe dell’enorme ombra le rivedono a cavallo del monte,
mentre nel canto del cuculo leggono il conto degli anni a venire.
Lo spirito che s’alza con la luna che sorge chiama forte, vigoroso,
insieme al demone del meriggio, che è meglio non sfidare mai,
e si deve dar loro un nome per scoprirli compagni nella stessa vita.
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