L’orba contabilità dei meriti che evita le colpe

«Fatti, non parole. Da febbraio 2014 a oggi, ISTAT certifica più 599MILA posti di lavoro. Sono storie, vite, persone. Questo è il #jobsact». Il prode “twittator” accidentalmente presidente del Consiglio non perde l’occasione d’attribuirsi a merito la contabilità statistica, e fa bene. Sarebbe simpatico che qualche osservatore rigirasse la logica, spiegando che, se quelle assunzioni son merito di chi fa le leggi, i posti di lavoro persi nel periodo precedente sarebbero loro colpa, visto che son gli stessi, ma è chiedere troppo, lo so.

Rimane il fatto: il Governo celebra come suo risultato 600.000 assunzioni in due anni. Andamento entusiasmante, da far impallidire il Berlusconi migliore che prometteva un milione di posti di lavoro nel quinquennio d’una legislatura. Un dubbio, però, non riesco a evitare di esprimerlo. Se quei numeri fossero tali esattamente nelle proporzioni festeggiate da Renzi, come mai il suo partito non incontra il giubilo e i plebisciti che, per quelli, gli sarebbero dovuti? Insomma, qui i gufi e gli ipotetici scettici del verbo statistico c’entrano poco; chi è stato beneficiato da tali assunzioni, i suoi parenti, i loro amici, non avrebbe bisogno del certificato dell’Istituto dei numeri o dei suoi critici per farsi un’idea della realtà, e darne conto, in voti, agli artefici.

E sarebbero 600 mila più congiunti e affini, un paio di milioni di persone che dovrebbero aggiungersi a quelli che già prima degli effetti del Jobs act (che è entrato in vigore nel marzo del 2015, non coprendo tutto l’arco temporale a cui il presidente del Consiglio si riferisce, ma non sottilizziamo) avevano tributato il proprio consenso, straordinario nelle percentuali, al partito di Governo. Ciò non accade, e davvero non so spiegarmelo.

A meno di non ammettere che la realtà “vera” non sia vista dai numeri di quelle statistiche.

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4 risposte a L’orba contabilità dei meriti che evita le colpe

  1. Fabrizio scrive:

    La nuda e cruda realtà : tra inganno( narcisismo) e manipolazione(cinismo)

    Potete ingannare tutti per qualche tempo, o alcuni per tutto il tempo, ma non potete prendere per i fondelli tutti per tutto il tempo.( Abraham Lincoln)

  2. Fabrizio scrive:

    Come smascherare l’illusione di ieri e non solo ; cavallo di troia, la tela del ragno ……?
    Apprendere e Comprendere i 36 stratagemmi – L’arte cinese di vincere
    Vincere,Resistere,Attaccare,Confondere,Contendersi alla pari,Che si perde.

    Apprendere e Comprendere le astuzie dell’occidente- 36 stratagemmi di saggezza europea ( Matteo Rampin)
    Passaggio da non perdere: il paragrafo relativo allo stratagemma n°2, quello della tela del ragno (pag. 23 e segg.), in cui si parla delle illusioni basate sul fatto che “la mente è assetata di significato, ed è continuamente alla ricerca di qualcosa che dia senso al vorticoso turbinio di informazioni che giunge al cervello”… “La presenza di una trama incanala la mente entro altrui binari dai quali poi la vittima faticherà molto ad uscire”: una descrizione veramente affascinante e stimolante

  3. Fabrizio scrive:

    Metafore di attribuzione:
    Secondo settore economia italiana:Ricordare per non dimenticare la trasformazione Fiat in FCA
    Terzo settore finanza: potrebbe accadere una compra/baratto e vendere all’opinione pubblica tra sistema bancario italiano e sistema bancario brasiliano.
    Tanto in mezzo tra banche italiane e banche brasiliane potrebbe esserci la finanza americana, giusto?
    Non solo olimpiadi!

  4. Fabrizio scrive:

    Metafore di attribuzione:
    Ricordare per non dimenticare chi “Grillo” voleva sostituire l’euro con il sistema finanza chiamato “BRICS”; sistema usato da Russia, Brasile,India, Cina e a rimorchio il SudAfrica.
    A questo punto e’ lecito chiedersi se”appello agli elettori del M5S” la guerra mediatica tra Pd e M5S sia tutto un inganno e che assieme stiano manipolando …

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