Astensione e populismo. E se fosse distacco?

La fotografia scattata dall’Istat sulla situazione dell’Italia nel 2015 è spaventosa. Oltre 2 milioni di famiglie povere, più di sei giovani su dieci senza occupazione e la metà dei ragazzi che sogna di andarsene, età dei matrimoni che si alza e numero delle nascite che crolla, poco turnover nelle professioni, ascensore sociale praticamente bloccato e nemmeno il titolo di studio serve a qualcosa, anzi, pare quasi penalizzare, condannando a lavori pagati male e al di sotto delle competenze individuali, contratto parttime tutt’altro che volontari, precariato.

Non sono un economista e nemmeno un sociologo. Quello che so è quanto sento. Le cifre dell’istituto di statistica non mi sorprendono, dato che sono anni che ne vedo e ne soffro gli effetti. Ciò di cui non mi capacito è che ci si stupisca di come poi tutto ciò ricada sull’approccio verso le istituzioni e lo Stato da parte di quelle persone che in quei numeri sono comprese. Voglio dire, esclusi dalla possibilità di concorre a quel «progresso materiale o spirituale della società» di cui parla la Costituzione nello stesso articolo in cui riconosce il diritto al lavoro (senza dimenticare di presupporne la promozione effettiva, altrimenti è mera indicazione di principio), perché dovrebbero preoccuparsi di quella società governa o si candida a rappresentare?

Quanto facilmente viene archiviato come astensione e populismo, quella mancanza di volontà di partecipazione che in fondo, fin che non li danneggia direttamente, non dispiace del tutto ai potenti, forse è solo distacco. Se non ci si può sentire parte di una comunità (ché questo era il senso di quell’articolo della Carta), allora non interessano le sue sorti e quello che le succede, nel bene e nel male. Può addirittura capitare, dio non voglia, che di questa ci si auguri la rovina o, peggio…, insomma, mi spaventa anche solo evocarne le parole, ma credo si sia capito. E penso sia il rischio vero di quel rumore di fondo che a molti piace nascondere dietro categorie buone a riempire gli editoriali dei giornali e i discorsi dei politici, ma non le menti, i cuori e, sì, pure le pance, di quanti non li leggono né li ascoltano più.

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2 risposte a Astensione e populismo. E se fosse distacco?

  1. Fabrizio scrive:

    Il “qui lo dico” e il ” la’ che’ (dopo ) nego , del colui che ci comanda:

    Ve lo dico, ma non me ne assumo la responsabilita’( rinunciate all’immunita’ se ne avete coraggio).
    Come dato di fatto , l’amico/nemico/amico in Turchia applica il suo “ve lo dico” e l’altro amico burocrate Europeo assume la responsabilita’ del suo “non me ne assumo” per dire che e’ un colpo alla Democrazia.

    Per quanto riguarda sull’Elezioni Amministrative (Referendum Riforma Costituzionale )ha cambiato nuovamente verso facendo intervenire prima

    un’esponente della minoranza fu Pd in modo di prendersi la responsabilita’ di negare sul qui ve lo dico “del Cuperlo” per il non dopo nego “del colui “.
    Come dato di fatto ha poi detto che l’elezioni amministrative sono sui sindaci e non sul suo governo, perche’?
    Perche’ “qui lo dico” sulla composizione del nuovo senato e la’ che’ (dopo) potra’ negare qualsiasi cosa, haime’per noi, comunque siano i risultati amministrativi.

    p.s. Sull’immunita’ parlamentare non puo’ decidere ne’ un oligarca e ne’ un parlamento. Sta alla sovranita’ del popolo come diritto sacrosanto(Referendum)

    p.s.2 continua…..

  2. Fabrizio scrive:

    Al Referendum di Riforma Costituzionale per dire “ anche No “ all’Immunità Politica Indiretta Rappresentativa.
    La Ns. Costituzione “ la Carta del Popolo Italiano” va salvaguardata e difesa dalla corruzione e dai conflitti di interesse , che di fatto , squilibrano due Principi Fondamentali , il Principio Democratico con il Principo di Uguaglianza.
    Il Principio Democratico (Rappresentativo) non e’ piu’ affidabile e sta azzerando la credibilità del Principio di Uguaglianza Democratica.
    La sovranita’ del popolo e’ subordinata ( come la riforma Job Act) a leggi e leggi del tanto piu’ potere esecutivo e tanto meno potere legislativo e tanto meno del meno potere giudiziario.
    Un No al Presidenzialismo o Semi-Presidenzialismo nascosto e camuffato dalla riforma costituzionale .

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