I ballottieri

“Se arrivasse Tizio contro Caio, al ballottaggio, tu per chi voteresti?”. Sembra un po’ un gioco da bambini, nel senso proprio di quelli che si fanno a una certa età, ipotizzare cosa si farebbe nell’eventualità in cui, nelle prossime amministrative, al doppio turno lo scontro fosse tra due idee di mondo comunque differenti da quella che si ha. Eppure.

Eppure sembra aver contagiato  tutti. “Nel ballottaggio fra Raggi e Giachetti, per chi voteresti?”. Boh; andrei a mare, secondo quanto suggerito per il referendum del 17 aprile scorso dalle alcune delle massime rappresentanze istituzionali, e data, dal mio punto di vista, «l’inconsistenza del quesito». Però, voglio provare a stare al gioco, e chiedere a quelli del Pd: “in un ipotetico secondo turno fra Raggi e Meloni, per chi votereste?”. Non dico nell’ipotesi in cui arrivasse Marchini (eventualità più concreta, dopo il ritiro di Bertolaso), ché tanto già immagino la spiegazione imperniata sul “moderatismo” de Arfio. Ma fra il presunto destrismo della grillina e quello sicuro d’a garbatellara, la sfida è sicuramente più curiosa.

Qualche giorno fa, il contatore di tessere all’ombra del Campidoglio, un po’ per battuta, un po’ sul serio, ha detto che fra le due preferirebbe l’ex ministra della gioventù (o della giovinezza?). Insomma, capisco che la Raggi non si sa chi sia, ma la Meloni, per dirla fuori dai denti, è “fascia” proprio, e si sa: si possono avere dubbi?

So che adesso qualcuno del partito di Renzi potrebbe dirmi: “per questo è il caso di votare Giachetti fin dal primo turno”. Mah, non saprei. Non sono un elettore romano, ma se lo fossi, probabilmente lo sarei stato pure nel 2013, e anche allora il Pd mi avrebbe spiegato la necessità di votare Marino per sconfiggere la destra, salvo poi sconfiggere Marino per la felicità della destra e con la facilità con cui si prende appuntamento da un notaio.

Ecco, in quel caso, perché non dovrei pensare che possa andar a finire nello stesso modo?

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2 risposte a I ballottieri

  1. Enrica scrive:

    Io a Roma voterei Fassina. Si lo so, Fassina chi?, ma è una persona perbene, preparata e di sinistra. Non sarà sufficiente per tutti, ma per me si.
    Purtroppo voto a Milano, dove il candidato della sinistra è Basilio Rizzo. Sono una persona semplice e probabilmente faccio ragionamenti troppo semplici, ma io non mi sento di votare uno che ha caldeggiato Servello al Famedio. Mi risulta che la famiglia Servello lo voterà, compreso il nipote, l’ex assessore della Giunta Pisapia, D’Alfonso.
    Non me la sento di mischiare il mio voto con il loro.
    Così come non me la sento di votare Sala, mischiando il mio voto a quello della Compagnia delle Opere e di Comunione e Liberazione. Sala ha avuto anche il cattivo gusto di sfilare al corteo del 25 aprile a fianco di Ferlini, importante esponente della Compagnia. Spesso la forma è sostanza.

  2. Fabrizio scrive:

    Tanto in mezzo tra Berlusconi e Renzi c’è sempre il Verdini, giusto?
    Tanto in mezzo tra Verdini e Alfano c’e’ sempre il Casini, giusto?
    Tanto in mezzo tra Casini e Bersani c’è sempre il rottamare, giusto?

    p.s. continua……………………..

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