Un secolo appena, compagno nel dubbio

Un secolo dalla stessa parte, un secolo appena.
Insegnando a vivere davvero, volendo la luna,
non credendo alle parole di chi chiedeva fedeltà
raccontando che fosse tutto e solo qui il possibile.

Incapace di lasciare quella comunità che fu Paese,
anche nell’errore compreso, pure nel dissenso detto,
ma non tanto da impedirgli il no, definitivo e ultimo,
ché arriva l’ora in cui proprio no, non si può tacere.

Grazie per quello sguardo al di fuori e al di sopra,
ma sempre dentro le cose che accadono e nascono,
e di chi le vive o per queste può arrivare a morire.

E grazie per averci dimostrato che tra l’agire di pancia,
e il fermarsi leggero e a volte sterile della mente,
c’è un sentire di cuore che dà al pane anche le rose.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento