Quegli spiriti d’inverno

E tornano in mente antichi costumi e maschere
che richiamano gli spiriti, che evocano le paure,
timori ancestrali, incubi di boschi, selve, fiumi,
calanchi ripidi, profili di monti lontani, oscuri.
 
Nel volgere dei minuti che inseguono i ricordi,
quasi sento i suoni cupi di una pelle bagnata,
vibrante sotto il tremito del giunco, riempire,
dopo il vaso, del suo rumore i vicoli e le case.
 
Ascolto la nenia, il solo motivo sull’unica nota,
lo riconosco ancora, e sa di sale, e sa di freddo,
nella mente, ma ancora prima e più nel cuore.
 
“Facciamo baccano per scacciare l’inverno”,
sembrano dire quelli che cantano e corrono;
e forse han ragione. Alla fine, che male farà?
 
 
 
 
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