Oddio, mai. Mai più, diciamo

Curiosamente, alla domanda più o meno provocatoria “quando ci sarà un governo PdForza Italia”, molti fra i dirigenti del nuovo corso (che in parte è anche il vecchio) democratico, rispondono, stentoreamente: “mai”.

Un avverbio di tempo che, da ultimo ma non ultimo, ho ascoltato ieri durante la trasmissione Otto e mezzo su La7 dalla voce di Matteo Orfini. Nel rispondere a chi gli chiedeva del quando (il se pareva – pare? – scontato) l’accordo fra il suo partito e quello di Berlusconi sarebbe sfociato in un’alleanza di governo, il presidente dell’assemblea dei democratici ha risposto sicuro: “mai”. Ecco, però, secondo me la risposta giusta, o quantomeno un po’ più onesta se non almeno augurale, diciamo (intercalare familiare al giovane dirigente politico), avrebbe dovuto essere: “mai più”.

Perché un governo fra il Pd e il partito del Caimano c’è già stato, pure se allora quest’ultimo si chiamava Pdl. E a stabilire la continuità, o semplicemente la filiazione, di questo attuale da quello passato è la circostanza, tutt’altro che causale, che la delegazione pidiellina nell’esecutivo era composta dagli stessi protagonisti dell’odierna e stabilizzata alleanza fra la sinistra rinnovata e il Nuovo centro destra: Alfano, Lorenzin, Lupi.

Quindi, nella migliore delle ipotesi, a quella domanda si dovrebbe rispondere con l’auspicio che domani non sia com’è stato e com’è, più che rivendicare un “giammai” che pare la prosecuzione per il futuro di uno stato di diversità che invece non è dato.

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