Non averne la più pallida idea

Alcuni giorni fa, intervistato da Enrico Mentana durante Bersaglio mobile, su La7, il presidente del Consiglio, a proposito delle voci sulla presenza o meno di Salvatore Buzzi, il vice di Carminati e uomo chiave nell’inchiesta Mafia capitale, alla cena di finanziamento del Pd il 7 novembre, ha risposto di non averne “la più pallida idea”.

Ora, ci sta che Renzi non sappia chi di preciso ci sia stato quella sera. Quello che ci sta meno è che dal 3 dicembre, data in cui gli è stata fatta la domanda, non sia stato reso pubblico l’elenco dei partecipanti, così da fugare ogni dubbio. O, nel caso, confermare la voce, ma sempre nel massimo della trasparenza. D’altronde, non è quello il caposaldo del finanziamento privato ai partiti, sapere chi dà e quanto?

Se, invece, a non avere idea di chi finanzia il partito è la stessa organizzazione politica nel suo complesso, allora il problema diventa serio. Perché, a quel punto, a essere ignote potrebbero essere anche le finalità di quel finanziamento, e la cosa sarebbe più grave.

Peggio ancora, infine, potrebbe essere il caso (ma lo cito solamente come ipotesi di scuola) in cui dei nomi dei partecipanti si conoscesse l’elenco completo, ma qualcuno ritenesse non opportuno renderlo noto, per i più vari e disparati problemi e motivi.

Quello che non può reggere in alcun modo è il ragionamento per cui, fatta l’opportuna scelta dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, aprendo ai privati, qualche rischio “bisogna metterlo in conto”. Per due ordini di ragioni.

La prima è semplicemente legata al fatto che non è ancora dimostrata che quella che è, nei fatti, una squisita posizione ideologica, come l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, sia anche, e davvero, una scelta opportuna.

La seconda, un po’ più puntuale, riguarda proprio il merito della scelta del sistema di raccolta fondi. Perché, o si assume il principio per cui pecunia non olet, e allora va bene Buzzi, ma anche Matteo Messina Denaro, l’importante è far soldi e tanti, oppure la tracciabilità di quei fondi, e pure l’ammontare, diventa fondamentale.

A quel punto, non solo non vale la risposta “non ne ho la più pallida idea”, che dovrebbe diventare “controllo l’elenco e le faccio sapere”, ma nemmeno diventa irrilevante il target a cui le campagne di fund raising si rivolgono. A quel punto, la quantità dei rischi, se proprio in quei termini se ne vuol parlare, attiene alla qualità del modello scelto.

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