Un saluto

Non è più il libeccio ad asciugare le foglie, 
a scuotere i rami fra terra e polvere calda,
ma la tramontana, che sul calar della sera
riempie l’aria del bosco di legnosi crepitii.
 
I colori del cielo virano già su toni brumali,
il blu sostituisce l’azzurro, il viola l’arancio.
È fresca la brezza che ora gonfia le tende,
rade e allungate le nuvole che vagano lente.
 
Il rimbombo dei passi sul selciato racconta
la storia dei vicoli che si svuotano ancora
e l’odore di polvere e di muschio e d’ortiche
diranno di nuovo che quelle case son vuote.
 
Trema stasera il lampione sul muro grigio,
pare un saluto la sua luce che danza, bianca,
calma, quasi soffusa, che diresti nostalgica,
se solo sapessi d’un tempo da rimpiangere.
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