Sono sperduti ma con l’arroganza degli esperti

Siamo alle varie ed eventuali. Come alla fine della riunione di un consiglio di amministrazione, come nelle stantie comunicazioni assembleari, come nei più triti e tristi riti decisionali, ormai ognuno avanza proposte o propone soluzioni, con l’occhio stanco di chi è scocciato dal dover star lì, ma il piglio protervo di chi comunque sa di essere “la Ragione”.
Mi riferisco ai conciliaboli di esperti, alle riunioni dei G20, del Fmi, delle Banche centrali, alle ricette degli istituti di analisi economica, agli scenari ed ai rimedi tracciati e disegnati da “quelli che ne sanno”. Come se a questo punto fossimo giunti mentre al volante dell’economia ci fosse una scimmia ubriaca e loro, nel frattempo, erano in crociera fra Orione e le Pleiadi. Le facce dei big dell’economia sono le stesse da vent’anni, le teorie che governano il Mondo sono quelle dalla fine degli anni ’80 del secolo scorso, le rughe sulle fronti degli esperti si sono formate mentre questi tracciavano la rotta del pianeta negli ultimi anni: non erano passeggeri a cui era stato vietato parlare al conducente, erano gli autisti. Ed ora che ci hanno portato fuori rotta, sull’orlo dell’abisso, con dietro la palude e le sabbie mobili e davanti un precipizio su di un torrente con gli alligatori, hanno l’arroganza di dirci che abbiamo sbagliato noi, che dobbiamo ascoltare loro se vogliamo salvarci. Fateci un piacere, prima che qualcuno ve lo chieda con meno gentilezza: tacete.
Se su di una cosa il resto del Mondo ha sbagliato è stato sul darvi retta e credito. Dovervi ascoltare nel pontificare ora potrebbe essere troppo. Ed invece c’è ancora chi spera che da lì arrivi la soluzione.
Facciamo qualche esempio. Tutti oggi danno addosso ai debiti pubblici degli Stati. Non di tutti gli Stati, ovviamente, perché anche in questo un po’ di disparità non deve mai mancare. In ogni caso, la domanda è: è stato il debito pubblico a creare il problema dell’economia moderna? Sono stati i buoni emessi dagli Stati ad esplodere nelle mani di chi li ha comprati? E’ stata la sanità europea o le pensioni a complicare tutto? La risposta la sanno tutti, ma molti si vergognano di ammetterla. Ora, la soluzione, secondo gli autisti del pullman di cui prima, sarebbe quella di tagliare il debito pubblico, ridurre drasticamente un welfare “che non possiamo più permetterci” e, nel frattempo, pompare un po’ di liquidità nelle banche in difficoltà. Ci sarebbe da mettere mano alla pistola.
Proviamo a fare un altro esempio. Il modello americano non ha un welfare paragonabile al nostro, anche pensioni, sanità ed istruzione sono delegati all’iniziativa ed alle possibilità dei singoli e dei privati. Per garantirsi cure, quiescenze e cultura, gli americani hanno dovuto indebitarsi per decenni. La quasi totalità degli studenti universitari ha sottoscritto un mutuo per pagarsi il college, appoggiandosi a fondi di garanzia sostenuti da aziende del settore in linea con gli studi scelti, di modo che prima ancora di inserirsi nel mondo del lavoro si trovasse già ad essere indebitato nei confronti dei futuri datori di lavoro (se ci pensate, non è molto diverso da quanto fanno gli “organizzatori” delle rotte dell’emigrazione clandestina: prestano “a strozzo” i soldi ai migranti e li costringono, per ripagare il debito, ad una vita di lavoro forzato). Siccome il grande altro mantra della crescita all’infinito era “flessibilizzazione e riduzione dei costi del lavoro”, il nostro studente si trovava a lavorare a paghe ridotte e contratti tipo luci dell’albero di Natale. Anche su quel debito, come su quello del padre per cambiarsi l’auto, dello zio per cambiarsi la tv, della sorella per pagarsi casa, sulle rifinanziarizzazioni degli stessi e sulla loro vendita a terzi, si è basata la leva finanziaria degli ultimi vent’anni. Con la benedizione dei capitalisti che oggi ci spiegano il da farsi.
Quando il mantra sulla riduzione del costo del lavoro ha ridotto al lumicino la serie natalizia dei contratti, ed il nostro ex studente a lavorare a meno di quanto gli servisse per vivere, questo ha smesso di pagare, come hanno smesso di pagare il padre, lo zio, la sorella e tutti quelli che non ce la facevano più. E siccome, a differenza dei trafficanti di uomini, le banche ed i grandi finanziatori dell’economia non potevano con loro usare le stesse tecniche coercitive (fino a quando?), l’intera costruzione inventata e scoppiata in faccia al Mondo.
Ora, se questa è la storia, che diamine c’entra il debito pubblico? Lo dico sul serio: che cavolo c’entrano le pensioni, la sanità, l’istruzione? Se le togliessimo del tutto, chi dovrebbe finanziarle? Lo studente con i suoi pagherò? Non vi sembra che chi oggi propone le soluzioni usi la stessa mappa che ci ha condotti fin qui?
E poi, anche questa storia fra stati virtuosi e scriteriati non tiene. Il benessere dei cittadini greci si è tradotto anche nell’acquisto di Golf o no? E’ colpa solo della leggerezza mediterranea o anche del mancato controllo dovuto alla necessità di vendere le Audi? Sembra di sentire i leghisti quando parlano di Mafia come fenomeno solo meridionale e poi non si preoccupano minimamente di sapere chi compra e con quali soldi le produzioni delle loro “fabbrichette”.
Ora molti in Francia ed in Germania non intendono finanziare il salvataggio della Grecia. Perché? Per tenere in tasca i soldi da dare alle loro banche quando l’economia ellenica salterà, non onorando più i debiti che sono nelle casse di quegli istituti?
Gli Stati con economie forti contro quelli ad economie graciline, i ricchi che non vogliono rinunciare ai loro privilegi a favore dei più poveri, quelli arrivati prima contro i migranti che cercano ora un posto dove vivere, chi c’era già contro chi arriverà domani. Io non so come la leggano premi Nobel o analisti economici, ma l’arroganza di chi ha di più nei confronti della richiesta di chi non ce la fa sta alzando inesorabilmente il livello di guardia delle tensioni nelle relazioni, siano esse tra singoli o tra Stati, tra classi o tra categorie. Se continuiamo a farci guidare dai profeti dell’individualismo e della legge del più forte, rischiamo molto di più che il default di un Paese sovrano. Riprendiamo il filo del noi da dove è stato tranciato dalle forbici del ventennio dell’io.
Spegniamo questo navigatore diabolico e rimettiamoci in cammino. Sempre che non sia già troppo tardi.

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2 risposte a Sono sperduti ma con l’arroganza degli esperti

  1. Fabrizio scrive:

    Coalizione Giamaica ?
    Bob a due o a quattro? allenamento con ruote su sabbia? canadesi in aiuto alla giamaica? dal 1988 al 1993 , in esecuzione….

  2. Fabrizio scrive:

    In esecuzione 2013-2018 , dal 2003 al 1998 o dal 1993 al 1988? questo il dilemma….

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