Ho osservato senatori comprare amore agli angoli delle strade
e vendere favori nelle aule del potere.
Ho visto corrompersi le istituzioni alla mercé di nani incattiviti.
Ho sentito ministre del sultano chiamare servi giovani liberamente ribelli
ed ho ascoltato quei giovani farsi saggezza con le loro parole
nei confronti di una società sclerotica.
Guardo lavoratori morire quattro volte al giorno
ma sento ripetersi le stanche litanie del rischio d’impresa
e vedo mancati lavoratori divenuti soldati
morire compianti da chi li ha spediti al macello senza arrossire.
Constato l’ossimoro d’una precarietà eterna
a cui s’aggiunge la beffa della richiesta di fedeltà imperitura.
Sento addensarsi nuvole minacciose
ma voglion convincermi che siano fuochi pirici i rombi che odo.
Avvisto uomini morire fra stenti nel deserto a causa di frontiere chiuse
mentre i custodi dei cancelli cianciano di un’insana sacralità della vita.
Ho occhi ed orecchie che sanguinano dal male che infligge il Potere
ma i potenti vaneggiano di mie colpe per i mali del mondo.
Shylock ripete ancora il suo monito negli occhi di genti disperate
e temo che siano sempre di più quelli convinti dal dramma,
le vittime di una disperazione non cercata, imposta,
che presto potrebbero accogliere il suo invito.
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