Né Villari, né altri: aboliamo la commissione di vigilanza

            Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad una stucchevole telenovela legata all’elezione del presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai.

            Se ne è fatto un caso nazionale, una priorità politica, quasi un’emergenza, quando, credo, ce ne sarebbero state molte altre più importanti.

            Per giorni, settimane, mesi si è discusso sul mancato accordo, sul niet del Pdl ad Orlando, sulla possibile rosa di nomi, fino all’elezione di Villari, con le proteste del Pd ed un neonominato presidente, improbabilmente napoleonico, che con la classica protervia del politico nostrano spiegava urbi et orbi che “Dio me l’ha data, guai a chi me la toglie”.

            Ammetto che anch’io ho cominciato a ragionare sull’argomento. E sono arrivato ad una conclusione diversa dalle molte che affollavano fino a ieri giornali e tv: Villari non può essere presidente di una commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. Né lui, né altri.

            E’ proprio la commissione che non dovrebbe esistere. Dovrebbe essere la tv a farsi occhio del cittadino e vigilare sulle azioni di parlamento e governo, non il contrario. Il parlamento (non il governo; prometto di tornare sul perché di questa distinzione con un articolo su questo blog) dovrebbe, al massimo, solamente legiferare stabilendo regole chiare per fare informazione garantendo trasparenza ed autonomia.

            Invece qui abbiamo invertito i termini della questione. Si ciancia in tutte le sedi politiche della necessità di liberare la Rai dalla presenza dei partiti, e poi si consente l’esistenza di un organo preposto al controllo sulla tv pubblica in seno alla massima istituzione politica ed eletto palesemente al termine di trattative ed accordi fra partiti.

            Il primo segnale concreto di liberazione della Rai dai partiti sarebbe l’abolizione della commissione parlamentare di vigilanza e, quindi, di tutte le competenze del parlamento sulla tv di stato esercitate attraverso di essa.

            Succederà mai? Non credo. Però sarebbe facilissimo ed immediato da fare: con una semplice modifica tutta interna al “Palazzo”. Ma forse questa è la difficoltà più grande per la politica: intervenire sul “Palazzo” e sulla sua organizzazione.

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2 risposte a Né Villari, né altri: aboliamo la commissione di vigilanza

  1. MAUSIPISA scrive:

    ma sai quanto sono d’accordo?
    d’accordissimo!
    in questi mesi di vacatio poltronae è filato tutto benissimo
    ciao mausi

  2. anonimo scrive:

    1. L’agguato dell’esercito nell’ambito di violenza di stato!

    La strategia di violenza di stato, repressione e il maltrattamento erano il piatto forte in quest’assurda storia violenza e abuso di potere legale da quando cominciò nella prima vera del 1990. Ho subito la conseguenza di questa terribile stragia di regime, per questo vivevo in una (“situazione dello sfollato dell’inizio della storia sorvegliato speciale da 750 agente, 24 ore su 24 e nel merito del comandante maggiore dei servizi segreti e i suoi potentissimi fedeli in questa struttura, sostenuti d’operatori della giustizia che condividevano il piano criminale del mio abbattimento in modo illegale per tutelare i loro interessi personali ed evitare lo scoppio uno scandalo imbarazzante”) di stampo politico! Questa era il volto originale della storia, ma si “nascondeva sfruttando posizioni di rigetto nei confronti degli stranieri, la corruzione, la mentalità dell’illegalità e l’impunità diffusi in Italia, soprattutto nel mondo dei poteri forti e privati che operavano contro i principi democratici.

    vedi il blog

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