Riflessioni sulla caduta di Prodi

Salve a tutti,
            e ben trovati. Credo che nessuno sia meravigliato di come siano andate le cose. Qualcuno forse sarà disgustato, anche, e soprattutto, per le scene di sputi e champagne viste ieri nella diretta dal Senato: ma questo è il tipico malcostume italico.
            Sui numeri non c’era storia. E così è stato. Ma almeno il Professore è andato fino in fondo ed ha voluto vedere fino alla fine chi votava contro di lui ed il suo Governo. Ma quello che qui oggi voglio fare è dare una veloce lettura dei fatti. Alla maggioranza sono mancati cinque voti al Senato. Ora è facile dare la croce addosso a Mastella, ma lui e Barbato, perché Cusumano ha votato si alla fiducia, sono due…e gli altri. A parte il solito Turigliatto, hanno votato contro anche Dini e Fisichella, eletti nella Margherita. Con questo che voglio dimostrare? Innanzitutto che il Governo è caduto perché quattro senatori di centro si sono sfilati e che quindi la mancanza di responsabilità, se c’è, è più da quel lato che a sinistra. E poi che Mastella avrà si staccato la spina, ma il malato “stava grave” da un bel po’. E cosa ha contribuito a mandare in coma irreversibile il malato? La cura che Veltorni e Co. hanno proposto. Che bisogno c’era di accelerare il processo del Pd? Che bisogno c’era di tentare a tutti i costi di diventare i padroni del vapore? Che bisogno c’era, in ultima analisi, di dire “io corro da solo”? E che pensavi, caro Walter, che gli altri, Mastella per primo, si sarebbero fatti schiacciare la testa senza protestare?
            Perché a volerli leggere tutti i segnali di possibile rottura della coalizione, c’erano già tutti. Si è fatto un gran parlare della bruttura di un governo in cui più che di auto blu si doveva parlare di pullman blu da quanti erano i ministri. E si è anche detto che la colpa era dell’eterogeneità della coalizione. E no, non ci posso stare. Perché di tutta quell’imbarcata dei ministri, i partiti cosiddetti minori avevano un solo esponente a testa, mentre tutti gli altri erano del Pd. Con in più due vicepresidenti del consiglio, tutti e due Pd. E’ questa cosa qui il Pd la fa ovunque. Faccio solo l’esempio della Regione Basilicata, che conosco meglio, e dove Presidente della Giunta, Vicepresidente della Giunta, Presidente del Consiglio ed i presidenti di tutte le commissioni consiliari sono del Pd. Ora, sarai pure il partito di maggioranza relativa, ma proprio perché relativa, non ti puoi mica muovere ed agire come fossi in un monocolore. Perché se no gli altri scalpitano. E guardate che non è solo una questione di sedie (che seppure lo fosse e qualcuno del Pd dicesse che non sono importanti gli chiederei “ma allora perché le volete tutte voi?”); è una questione anche politica. Se vuoi la maggioranza in tutti gli esecutivi è per dettare le regole dell’agire politico, e devi avere i numeri per farlo. Se ti mancano e devi stare in coalizione devi abbassare le pretese di essere il solo detentore della verità…ed attenerti al programma. Perché, ma è solo una mia idea, se si fosse fatto solo e soltanto quello che lì c’era scritto e qualcuno si sfilava sarebbero state solamente responsabilità di questo e non si sarebbero potute accampare scuse o attenuanti. In ogni caso, così non è stato.
            Ma mi chiedo, Veltroni può davvero essere stato così ingenuo da fidarsi ed abboccare all’amo di Berlusconi che gli offriva la possibilità di trattativa al punto da lanciarsi in quel “io corro da solo” e poi essere spiazzato dal Cavaliere che rimane con l’alleanza del centro destra e che gli risponde “e vai, ma con questa legge elettorale e subito”? E che cavolo, ma uno come Berlusconi non si alza nemmeno dal letto se non gli conviene, ora così, all’improvviso, diventa magnanimo a tal punto da volerci rimettere? Walteruccio, e che? Mica sei nato ieri.
            Comunque, oggi siamo qui e questo Paese non ha un Governo. Che succederà? Di preciso non lo so. Ma dubito, come dicevo nell’altro post, che si vada a votare subito. Propendo per un Governo a guida Marini fino al prossimo anno, con cambio della legge elettorale incluso nel prezzo. E lo dico anche per una ragione “pensionistica”: solo a fine ottobre i novizi raggiungeranno la quota “contributiva”, e potrebbero essere tentati a rimanere un altro po’ sulle sedioline di Palazzo Madama e Montecitorio. “Sa com’è signora mia, mala tempora currunt, ed un po’ tutti tengono famiglia, mica solo Mastella!”
            Infine, e chiudo, credo che ci sarà sicuramente qualche ripercussione anche nei vari governi regionali di centro sinistra. Perché? Ma perché davvero credete che i sottosegretari non parlamentari, o non più parlamentari (specialmente quelli che erano stati eletti al Senato e che per l’esiguità dei numeri furono fatti dimettere), se ne tornino a casuccia loro in buon ordine come novelli Cincinnato? O non spingeranno nei loro partiti per avere qualche posizione nelle giunte regionali delle proprie circoscrizioni?
            Quest’ultimo periodo, ovviamente, è legato soprattutto alla realtà regionale che io conosco meglio, la Basilicata; intelligenti pauca 
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2 risposte a Riflessioni sulla caduta di Prodi

  1. anonimo scrive:

    Al solito, nonostante tutto, resti il solito, grande, ammirabile, ottimista.

  2. anonimo scrive:

    Al solito, nonostante tutto, resti il solito, grande, ammirabile, ottimista.

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