E’ tempo di migrare

Salve a tutti,
            e buon inizio settimana. E’ tempo di consultazioni. Tutti i partiti i cui esponenti siedono in Parlamento in questi giorni si recano dal Presidente della Repubblica a dire la loro sul come stanno le cose. Il Presidente li ascolta e tiene conto di quello che dicono. Poi trarrà le somme ed affiderà l’incarico a qualcuno di formare un nuovo Governo. Questo qualcuno, chiunque sia, si presenterà al Parlamento per chiedere la fiducia. Se, come è presumibile dato che non sembrano al momento esservi i numeri per un Governo condiviso, il mandato sarà assegnato in modo esplorativo dal Presidente della Repubblica, il candidato Presidente del Consiglio dalle due Camere potrebbe avere la fiducia, ed allora formerebbe un Governo per applicare quello che è il suo programma (tecnicamente questo Governo potrebbe durare anche fino alla fine della legislatura, nel 2011, ma ne dubito) oppure non ricevere la fiducia e quindi, sciolto il Parlamento da parte del Quirinale, guidare il Paese solo fino alle elezioni, che in tal caso sarebbero in primavera. Questa, allo stato attuale, appare l’ipotesi secondo me più probabile, anche se, ripeto, propenderei per un governo istituzionale di respiro un po’ più lungo. Ma è una mia opinione.
            Fin qui a Roma. Ma questa crisi con l’Udeur, per come la vedo io, non solo ha demolito il Governo Prodi, ma ha fortemente destabilizzato l’assetto politico dell’Unione, ovunque essa Governi. Prendiamo l’esempio delle Regioni e facciamo alcune ipotesi.
            Ipotesi numero 1: si vota nel 2009. In tal caso, come accennavo l’altro giorno, la vedo difficile ipotizzare che i vari viceministri e sottosegretari che rimangono a piedi, e che non sono parlamentari, tornino a casa in buon ordine. Potrebbero mettere in difficoltà alcuni Governi regionali facendo pressioni sui propri partiti e chiedendo di entrare nelle Giunte. Non è una conseguenza logica, ovviamente, ma è probabile accada. Anche non dovesse avvenire, ve li immaginate tutti questi dirigenti locali dei vari partiti, senza poteri istituzionali a causa della decisione di Mastella, andare a livello locale d’amore e d’accordo con gli uomini del Campanile? Ne dubito. Inoltre, quand’anche si votasse nel 2009, l’Udeur ha già detto di considerare finita l’esperienza del centro sinistra e che nell’Unione loro non ci possono più stare; quanto tempo credete che passi a che qualcuno degli altri partiti non gli faccia notare che, sebbene a livello regionale, anche stare in giunta col centro sinistra è “stare nell’Unione”? E se vi sembra cosa di poco conto, tenete presente che, se non ricordo male, l’Udeur è presente in 8 giunte regionali. Qualche scossone è ipotizzabile.
            Ipotesi numero 2: si vota in primavera. E’ come può, in questo caso, per fare solo un esempio, un presidente di Provincia, udeurino della prima ora, alla guida di un’amministrazione targata Unione fare la campagna elettorale per il centro destra, o comunque contro il centro sinistra? O ancora, come può farlo un assessore regionale? Od un sindaco? Come può un intero gruppo consiliare di una regione guidata dal centro sinistra, e che lì agisce come gruppo di maggioranza, muoversi in campagna elettorale contro gli stessi sodali di coalizione? Capite bene che una situazione simile sarebbe difficilmente gestibile, e credo anche destabilizzante per molte di quelle istituzioni dove l’apporto dell’Udeur è, se non fondamentale, almeno importante. E capite quindi bene anche che quando qualcuno ha visto in quello che si delineava in Parlamento degli effetti a cascata un po’ in tutte le istituzioni guidate dal centro sinistra non è andato tanto lontano.
            Onestamente, in entrambi i casi la vedo difficile la tenuta dell’Unione ai livelli locali. In verità, come sempre in Italia ed in politica, una terza ipotesi ci sarebbe. Quella, cioè, che nei livelli locali i dirigenti e gli eletti dell’Udeur non seguano quelli che sono gli orientamenti nazionali del partito, oppure, anche, cambino squadra in corsa. Se ciò potrebbe non essere sufficiente a salvare le varie rappresentative negli esecutivi, potrebbe bastare a garantire la tenuta delle amministrazioni e, nel frattempo e sapendo che non fa mai male, far scaturire qualche altra “compensazione”. Ma ciò, ripeto, è altamente improbabile, specie se il partito a livello nazionale si schiera apertamente e contro il centro sinistra ed i partiti che lo compongono. Per far ciò i quadri locali del partito dovrebbero disconoscere le linee nazionali, o uscire dal partito stesso per non trovarsi, come dicevo, nella spiacevole situazione di fare, ad esempio, campagna elettorale contro il Pd o la Sinistra e condividere con questi un cammino nelle istituzioni locali. Dovrebbero, insomma, ai livelli locali, mettersi d’accordo e seguire l’esempio dei pastori di dannunziana memoria: “andiamo, è tempo di migrare”: di nuovo.
P.S.: Vale per l’Udeur, ma vale anche per il Pd. Se Veltroni va da solo alle elezioni, come fa a far la campagna elettorale contro l’Udeur ed anche contro la Sinistra in giro per l’Italia senza che questi gli facciano presente che però, a livello regionale o locale, insieme a loro il Pd ci governa e condivide politiche e strategie? Ma è vero anche per la Sinistra o per l’Italia dei Valori o chi altri. Insomma, se questi partiti nel mentre governano insieme in molte regioni si fanno la guerra elettorale per le Politiche qualche dubbio nei cittadini è lecito che venga. Immaginate, per esempio, come faranno i partiti del fu centro sinistra a spiegare agli elettori romani che i loro ex compagni di viaggio sono cattivi a Montecitorio ed a Palazzo Madama ma buoni al Campidoglio. Il cittadino medio, lecitamente, si chiederà: “ma che cambia in quei pochi chilometri, visto che anche le persone che parlano sono le stesse?”.
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2 risposte a E’ tempo di migrare

  1. Astenzionisti scrive:

    A questo punto, noi ci asteniamo!

  2. Astenzionisti scrive:

    A questo punto, noi ci asteniamo!

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