Scandalizziamoci, quando è necessario.

Salve a tutti,
            e scusate l’assenza, ma, credetemi, non ho proprio avuto tempo per aggiornare queste pagine. E soprattutto non ci sono stati argomenti capaci di colpirmi così tanto da non poter fare a meno di scriverci sopra.
            Ho meglio, come sempre, di tragedie e commedie, anche in questi giorni, il mondo ne è stato pieno. Dalle disperazioni per le guerre e le malattie, agli anatemi mastelliani, dall’estrema barbarie alla più ilare simpatia il mondo, per fortuna o purtroppo, è sempre stato lo stesso anche in questi dieci giorni in cui sono stato assente dal web.
            Ieri sera, però, qualcosa mi ha colpito. Ho visto in tv delle immagini che non vorrei mai più vedere. Ho visto una donna piangere, i suoi occhi riempirsi di lacrime ed il suo volto a stento capace, così almeno sembrava, di mantenere un’apparenza dignitosa. E con lei piangeva tutta la sua famiglia: ho sentito e provato uno strano stato di prostrazione che mi si afferrava alla bocca dello stomaco, che mi stringeva il cuore.
            Erano, la donna e la sua famiglia, tutti in uno studio televisivo, circondati da un pubblico silente, avvolti in un’atmosfera e con una musica strana, tragica, e con il conduttore della trasmissione visibilmente rattristato da tutta la situazione. Una scena da far piangere: una tragedia familiare in onda alle nove di sera su un canale del “servizio pubblico”.
            Ma a gelare il sangue nelle vene ci ha pensato la scoperta della causa di tanta tristezza. Era morto qualcuno di caro a quelle persone? Avevano perso l’affetto di un proprio amato? Erano state vittime di una sciagura immane? Di uno tsunami? Di un rapimento ad opera dei tanti gruppi terroristici che operano nel mondo? Avevano perso la casa a seguito di una frana? Avevano un congiunto in punto di morte per non si sa quale malattia? Erano al verde? Avevano perso il lavoro tutti? Cosa era mai successo a quelle persone? Cosa poteva essere accaduto a quella donna da sconvolgerla tanto da farla piangere in tv?
            Avevano vinto 35.000, trentacinquemila, euro!
            Ora, io capisco e cerco di comprendere quasi tutto, ma c’è un limite alla decenza. “Affari tuoi”, la trasmissione che va in onda su Rai 1 subito dopo il tg, va ben oltre questo limite. Ovviamente è un mio punto di vista, ma disperarsi in pubblico perché si sono vinti 35.000 €. è scandaloso. Soprattutto è scandaloso che ciò avvenga, mettiamo, qualche minuto dopo che il tg ha mandato in onda servizi dedicati alle grandi tragedie, quelle vere, quelle a base di fame, miseria, guerra e malattia.
            E tutto questo perché? Perché a quel gioco si sarebbe potuto vincere anche 500.000 €. E con ciò. Capisco che 500.000 sono più di 35.000, ma sempre vinti sono. Non è che si sono persi, nel cambio del pacco, 465.000 €., ma se ne sono guadagnati 35.000 €.
            Una cifra che corrisponde, all’incirca, allo stipendio annuale di una posizione lavorativa di middle management, più di quello che guadagna un quadro od un funzionario non molto specializzato, tre anni di stipendio di un operaio (che, se precario, tre anni consecutivamente difficilmente mai riuscirà a farli), 100 anni, invece, di guadagni, se consideriamo la media di vita di un dollaro al giorno in cui sono costretti a vivere, si fa per dire, milioni di essere umani su questo pianeta (e, comunque, parliamo solo di quelli che riescono a sopravvivere; per i tanti che muoiono di fame, e questo, invece, non è un modo di dire, un dollaro al giorno è un miraggio).
            Mastella (avevo detto che non avrei parlato di lui, ma non resisto) ha detto di essersi allontanato dalla trasmissione “Anno zero” perché Santoro mandava in onda immagini che offendevano la sua morale, e potevano turbare il pubblico a casa, potevano offendere la moralità comune. Mastella ha detto, senza mezzi termini, che, visto l’offesa enorme a cui lui e gli italiani, la sua e la loro morale, avevano dovuto sottostare a causa di Santoro, questi doveva essere cacciato dalla Rai; pena, la caduta del Governo.
            Mastella, ma perché la tua morale, così suscettibile quando si tratta di non voler riconoscere i sacrosanti diritti degli esseri viventi, non si scandalizza minimamente di chi, alla faccia di quelli che muoiono di fame, si permette di piangere, come dinnanzi ad una sciagura, se vince 35.000 €., invece che 500.000?
            Non ne sono sicuro, ma penso, però, che morale, etica, cristianità, piétas, non c’entrano un bel niente con l’idea di “società morigerata” a cui Mastella ed i suoi si ispirano: vero Clementone?   
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