Contro le primarie in salsa europea

Salve a tutti,
            leggevo stamattina su Repubblica di come le “quotazioni” di Ségolèn Royal fossero in ribasso e subissero la rimonta di quelle del suo antagonista Nicolas Sarkozy. L’elegante signora del Partito Socialista d’Oltralpe, infatti, è data vincente oggi solo dal 46-48 per cento dei francesi, che, di contro, puntano sulla vittoria del campione della destra che piace al centro e ammicca anche a sinistra con una percentuale del 52-54 per cento.
            Ora, che Sarkozy ci abbia messo del suo per rimontare uno svantaggio d’immagine è innegabile. Il suo “fare politica” richiamandosi alla Storia Patria nel paese forse più patriottico al mondo mentre tiene ben ferma la barra sulle sue idee ammalia e convince sempre più. Sarkozy è capace di mischiare abilmente e amabilmente populismo e realpolitik, retorica e programmazione concreta, e sempre più non mancano gli epigoni di quella che fu la “tribù parigina” che affascinati dal “savoir faire” di monsieur Nicolas mettono in luce le pecche della politica (in realtà ancora poco nota) di madame Ségolèn.
            In questo crollo delle sue quotazioni, però, la Royal non è esente da colpe. Infatti se molti intellettuali storicamente vicini alla sinistra moderata propendono per un terzo candidato, il centrista Françsois Bayrou, vero rappresentante dell’attuale “francese medio” ma lontano, per carisma e stoffa, dal poter mai giungere all’Eliseo, ci sarà pure un motivo. Certo, i suddetti intellettuali puntano oggi su Bayrou per scongiurare un’altra situazione critica come quella del 2002, quando Jean-Marie Le Pen, superò nella corsa alla presidenza il socialista Lionel Jospin, costringendo poi la sinistra a votare per Jacques Chirac al secondo turno per scongiurare la vittoria del candidato dell’estrema destra nazionalista. Ma resta il fatto che non scelgono, o almeno minacciano di non farlo, la candidata del PSF, ed in questo, appunto, la stessa Royal non è esente da colpe.
            L’eroina della sinistra francese, infatti, continua a “non fare politica”, a parlare un linguaggio dai lei stessa definito “apolitico”, ad “ascoltare e far partecipare” i cittadini su tutti gli argomenti ma non ci è ancora dato di sapere lei che ne pensa sui vari argomenti. In nessuna occasione lei ha parlato di “politica”, e forse i francesi cominciano a pensare che sono tutte belle le esperienze alternative, ma candidarsi alla presidenza della Repubblica “è fare politica”, e non si può farlo in modo “apolitico”. Mentre Ségo ascolta, Sarko parla, e pure bene. Parla di politica, espone il suo programma (di destra, certo, mica si è candidato per il partito comunista) e lo spiega, chiaro e definito: puntuale. Mentre la Royal ha promesso di farci conoscere il suo programma il prossimo 11 febbraio, Sarkozy promette di dare risposte concrete anche “ai lavoratori, che sono stati dimenticati dalla sinistra”.
            Chiarisco subito, prima di equivoci. Nicolas Sarkozy non mi piace e non mi piacerà mai. Ma se la candidata della sinistra non si attiva un po’ ho paura che i prossimi cinque anni in Francia saranno ancora in odore di destra. E ciò, ovviamente, mi amareggia non poco.
            Fin qui le colpe della Royal. Poi vengono quelle che secondo me andrebbero attribuite ad un sistema politico che in Europa difficilmente può funzionare: le primarie. Certo è solo una mia opinione, maturata in una Nazione cresciuta a “Pane e Cencelli”, però, non dico per vantarmi, ha una sua logica. Le primarie, infatti, sono ciò di più lontano ci possa essere dalla “politica” vecchio stile all’europea. Quando sento quei discorsi che hanno come sottofondo il fatto “che il voto non deve essere ideologico”, che “si deve votare la persona per quello che è non per quello che il suo partito rappresenta” e simili non posso non pensare al mondo di Guareschi. Si, lo so, lo so, la Storia è andata avanti, ma che ci posso fare: io penso ancora che Peppone sarà sempre comunista e Don Camillo farà sempre campagna elettorale per la Democrazia Cristiana. E lo pensa anche Ruini a quanto pare.
            Ma a parte ciò, ci sono anche motivi più concreti per cui le primarie, a mio giudizio, funzionano poco. Quando l’individuazione di un candidato premier avviene dopo lunghe, spesso estenuanti, trattative, anche con compromessi e accordi che al popolo appaiono non proprio chiari, si ha il tempo per disporre tutte le tessere al loro posto. A chi non verrà candidato si dà la giusta visibilità in altro modo. A quelle forze o correnti che devono appoggiarne altre si garantiscono posti chiave e congrue compensazioni; e via, via come sappiamo. Dai consigli comunali al Governo di una nazione, gli equilibri devono essere rispettati: e patteggiati prima.
            Le primarie, invece, sono una sassata. Il loro giudizio è inappellabile e repentino; spesso tolgono anche la possibilità di cercare una accordo per tutti perché il loro verdetto schiaccia “democraticamente” i più piccoli in un angolo. E lì, nell’angolo, i più piccoli non ci vogliono stare. E scalpitano. Ségolèn Royal ha surclassato i suoi antagonisti Laurent Fabius e Dominique Strauss-Khan. Ha oscurato persino il suo compagno di vita e segretario nazionale del partito socialista Françoise Hollande. E senza lasciare alla “politica” i suoi tempi.
            Oggi, forse, sono proprio le aree socialiste vicine agli sconfitti quelle che si stanno allontanando dalla Royal: verso il centro quelle più vicine a Fabius; a sinistra per chi si rivede in Strauss-Khan. Non certamente un esodo di massa, ma piccoli spostamenti probabilmente si. Quanto basta a determinare per la Royal oggi previsioni tutt’altro che rosee. E per l’intera sinistra francese.
            Dite che la mia è una visione provinciale legata ad una formazione tipicamente italiana “prima Repubblica”? Forse, ma intanto il PSF sembrava lanciato verso una schiacciante vittoria, ed oggi non è più così. L’idea che le primarie abbiano in ciò una parte di responsabilità non è poi così illogica. Non trovate?
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2 risposte a Contro le primarie in salsa europea

  1. anonimo scrive:

    Ciao,
    beh anche io ho dei dubbi sulle primarie…mi spiego meglio.
    Credo che non sia una cosa positiva personalizzare troppo la politica.
    Certamente conta la persona che voto, ma conta anche il programma che voto e che deve essere rispettato.
    Chiaramente ogni persona porterà avanti un suo programma per cui è ovvio che in parte questa scelta viene fatta anche con le primarie ed è per questo che possono comunque essere uno strumento di democrazia.
    tuttavia mi piacerebbe che i vari partiti o meglio le coalizioni, presentassero di tanto in tanto ai simpatizzanti/elettori, dei referendum per argomento per esempio.
    Oppure che la scelta alle primarie (facico riferimento in questo caso alle primarie dell’Unione) fosse chiaramente fatta su programmi differenti e non su persone che poi saranno tenute a scrivere un programma avendo quasi carta bianca..

    Primadirettiva.

    PS
    ti segnalo, e appena avro tempo lo riporterò sul mio blog, il seguente link.
    http://www.socialismodelfuturo.it/
    con un interessante manifesto politico che mi sento di condividere pienamente.
    Se avrò un po’ di ispirazione ne parlerò in maniera un po’ più approfondita…altrimenti metterò solo il link…
    chiaramente essendo espressione della sinistraDS è una battaglia persa..

    un saluto

  2. anonimo scrive:

    Ciao,
    beh anche io ho dei dubbi sulle primarie…mi spiego meglio.
    Credo che non sia una cosa positiva personalizzare troppo la politica.
    Certamente conta la persona che voto, ma conta anche il programma che voto e che deve essere rispettato.
    Chiaramente ogni persona porterà avanti un suo programma per cui è ovvio che in parte questa scelta viene fatta anche con le primarie ed è per questo che possono comunque essere uno strumento di democrazia.
    tuttavia mi piacerebbe che i vari partiti o meglio le coalizioni, presentassero di tanto in tanto ai simpatizzanti/elettori, dei referendum per argomento per esempio.
    Oppure che la scelta alle primarie (facico riferimento in questo caso alle primarie dell’Unione) fosse chiaramente fatta su programmi differenti e non su persone che poi saranno tenute a scrivere un programma avendo quasi carta bianca..

    Primadirettiva.

    PS
    ti segnalo, e appena avro tempo lo riporterò sul mio blog, il seguente link.
    http://www.socialismodelfuturo.it/
    con un interessante manifesto politico che mi sento di condividere pienamente.
    Se avrò un po’ di ispirazione ne parlerò in maniera un po’ più approfondita…altrimenti metterò solo il link…
    chiaramente essendo espressione della sinistraDS è una battaglia persa..

    un saluto

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