Modificare la legge elettorale? Ma se stiamo quasi per votare

Sui giornali di ieri, fra minacce di distruzione per un’intera nazione, terremoti realmente distruttivi e tensioni indipendentiste potenzialmente tali, c’era pure la notizia di un possibile lavoro parlamentare per cambiare la legge elettorale. Sinceramente, non ho approfondito le modifiche proposte o quelle a cui qualche gruppo politico o partito stia pensando, né se ci sia, o possa esserci, una qualche interlocuzione sul tema fra le varie componenti e in quale verso. Il problema è un altro: come si può pensare di cambiare la legge elettorale quando siamo in prossimità della stampa delle schede?

No, davvero; si andrà alle urne fra qualche mese, in inverno o al massimo in primavera, che senso ha parlare di una nuova legge elettorale? Se si trattasse di alcune modifiche, tipo, che so, eliminare i capilista bloccati o la possibilità delle candidature multiple, potrebbe ancora starci. Ma qui si pensa a un nuovo sistema di voto; a ridosso delle elezioni, quasi a cambiare le regole del gioco a partita iniziata? Oggettivamente, al di là del giudizio su quella che abbiamo, stravolgere la norma che dice in che modo si vota e come si assegnano i seggi significa intervenire (determinandola) nella composizione dell’offerta politica quando già questa si va organizzando da par suo. Insomma, è come cerca di forzare la politica attraverso le regole e farlo al limite della presentazione delle liste dei candidati. Detta come l’avremmo detta se l’avesse fatta Calderoli, «una porcata».

Perché è chiaro che dalla natura di quella legge discendono anche le forme che i partiti mettono in campo nella competizione elettorale. Ed è pienamente normale che sia così. Quello che ritengo, per quanto legale, con profili di dubbia legittimità democratica, è il fatto che si cambi quella legge a ridosso delle elezioni, sfruttando maggioranze ed equilibri parlamentari in scadenza di mandato (e definite con le leggi di cui sappiamo le sorti costituzionali, peraltro) per tentare di definire, o quantomeno condizionare, quelle e quelli che saranno nella prossima legislatura.

Il tutto, poi, con un unico intento: far maggioranza nel Palazzo ciò che nel Paese non lo è.

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1 risposta a Modificare la legge elettorale? Ma se stiamo quasi per votare

  1. Italiote scrive:

    “Legge elettorale, c’è la carta della Consulta: anche al Senato giù le soglie e no coalizioni”
    Articolo pubblicato il 13/09/2017 Su laStampa

    Chi riuscirà a cambiarla prima? 😉

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