Del clima che hanno creato

Ripresa dai compagni e amici di un’originale e intelligente pagina Facebook, Hanno creato un clima infame, m’ha colpito ieri una notizia: «“Ladri, ladri” e “vergogna, vergogna”. Così un centinaio di manifestanti si sono avvicinati alla casa del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e del padre Pier Luigi – ex vicepresidente di Banca Etruria – a Laterina in provincia di Arezzo. Il corteo doveva ritrovarsi in una piazza del paese dove è approdato solo successivamente. Qualche momento di tensione, quindi, con le forze dell’ordine e con un vicino di casa della famiglia Boschi. Sotto la chiesa di Laterina è stato celebrato un “processo alle banche” nel quale un finto giudice ha condannato il ministro Boschi, il padre, il Governo e le Banche per quanto accaduto ai risparmiatori».

Condannando senza appello l’accaduto in sé, lo scenario che disegnano quegli avvenimenti merita di essere approfondito. Nei fatti, se qualcuno cercava spiegazioni chiarificatrici, si tratta di un fenomeno di “disintermediazione”, termine che va molto di moda negli ambienti culturali in cui si va formando la nuova classe dirigente. È un processo in atto da tempo, certo, al quale si può resistere e tentare di dare una risposta, cercando altre vie per edificare quei corpi intermedi che l’evoluzione dei rapporti di forza tende a spazzare via, o accettarlo come un inesorabile dato presente, con il fatalismo interessato, proprio di chi nell’ineluttabilità di quel divenire vede una possibilità di successo personale o di parte. Fino a quando, presto o tardi, i fatti si incaricheranno di dimostrarne la presunzione.

Ovvio, al di là dei numeri francamente non preoccupanti, è inquietante quella manifestazione, con tanto di processo e condanna di piazza. Dopotutto, è innegabile che se le rivendicazioni non trovano altri luoghi in cui essere ascoltate, comprese e composte, rimane solo l’illusione del rapporto diretto o la rivalsa nel contatto immediato. La trattativa e il negoziato, non avendo più camere di compensazione, si spostano negli ambiti che rimangono: sui media e nei social, al bar o sotto casa, appunto.

Come i lavoratori aggrediscono i dirigenti, perché il sindacalismo concertativo mostra la corda nell’inefficacia della sua azione limitata dalle regole del mercato, così anche i clienti inseguono i banchieri da cui si sentono truffati fino alle porte dei loro appartamenti e i cittadini protestano sotto le dimore dei potenti dei quali non avvertono la tutela e l’interessamento.

E se per un curioso caso le due soglie coincidono, si fa pure prima.

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