Grazie Emma, ora so quello che non ho per essere un “radicale”

“Ci siamo persi quasi senza una parola,/ ma tutti e due con più rabbia che rimpianto,/ come i bambini che si fan dispetti a scuola,/ come due vecchi che si sono amati tanto”. È Keaton, di Francesco Guccini. Leggo le parole di Pannella sulla Bonino e la replica di lei, e non posso che riascoltarla ancora una volta. Che tristezza, come quella di guardare le foto di chi “non sorrideva mai”.

Marco pare mosso da invidia: “lei può andare in qualsiasi posto, io no. Io sto cercando di andare dal presidente della Repubblica, che è molto impegnato. Se è lei che vuole un appuntamento, lo ottiene in cinque minuti”. Emma risponde in un modo che non avrei mai immaginato a chi le chiede se pensa di lasciare i Radicali: “Ma siete scemi? Io sono iscritta a quel partito a 2.500 euro al mese. Duemilacinquecento euro al mese”. Davvero, che tristezza.

Quel che è peggio, però, è che nello sfogo dell’ex ministra c’è anche un risvolto politico, che segna una visione della partecipazione da non sottovalutare. Avete presente tutta la lotta al finanziamento pubblico ai partiti? Bene, il senso del risultato è in quelle parole, in quell’iscrizione a “duemilacinquecento euro al mese”. E verrebbe da ringraziarla, nel suo spiegare a quelli come me cosa non hanno per essere dei “radicali”.

No, non sto parlando dei soldi, che ovviamente non avrei, che diamine: io mi ritengo fortunato col mio impiego precario, ma per mettere da parte quella cifra mi servono più di due mesi. Sto parlando di quella visione, appunto, che è figlia di una politica all’americana, dove la libertà e la partecipazione, in fin dei conti, sono solamente una questione di censo.

D’altronde, se i partiti devono vivere senza finanziamento pubblico, battaglia “radicale” da sempre, ben prima che arrivassero altri a cavalcar la tigre dell’insofferenza verso il ceto politico, e magari non arrivano mai al governo, circostanza spesso unica per accedere a contributi sostanziosi di donatori privati, essi diventano di chi ne deposita il marchio o di quelli che versano importanti quote d’iscrizione.

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