Spero, fortissimamente spero di sbagliare

             E’ da un po’ di tempo che non trovo pace. La sinistra, i comunisti ed i socialisti, sono scomparsi dal Parlamento. L’altro giorno Marco Travaglio ha ricordato quello che lui stesso ed altri giornalisti avevano scritto a proposito delle società fondate dall’attuale presidente del senato Schifani con altre persone poi indagate e condannate per Mafia e si è levato un putiferio di accuse contro il giornalista-scrittore. Nessuno si è chiesto se quelle cose fossero vere o meno, ma da tutti e due gli emicicli di Camera e Senato (con l’eccezione di Di Pietro ed i suoi) un coro unanime di condanna per Travaglio. Anche, e forse soprattutto, dal Pd di Wonder Walter. E, come non concordare col buon ex Pm di Mani Pulite quando dice che l’opposizione è finita perché l’una e l’altra parte attaccano Travaglio.

            E poi ancora, una retata anti clandestini in tutta Italia, un’altra anti viados a Roma (conclusasi fra gli applausi della folla), il no del Ministero delle Pari Opportunità al patrocinio del prossimo gay pride e le molotov contro i campi Rom a Napoli. E poi ancora, nei mesi precedenti, un decreto per le espulsioni chiesto a gran voce dal leader del Pd, assalti neonazisti a Verona ed in Trentino, eccetera, eccetera, eccetera.

Ed ancora la proposta di Margherita Boniver di “usare” gli immigrati “clandestini e non” per ripulire la Campania dai rifiuti, quasi fosse possibile metterli ai lavori forzati solo perché “immigrati” (o lo è?), le ronde in giro per le città a garantire la sicurezza delle strade  la notte (e da loro chi ci garantisce?).

            So che la sicurezza è un problema reale, e di certo non voglio negarlo. So che è avvertita come priorità da molti italiani. E so anche che bisogna cercare di dare risposte ai problemi per non fare come quelli che nascondono la polvere sotto il tappeto. Ma non credo che le risposte siano da ricercare in strumenti di misura securitaria senza alcuna attenzione alle cause ed alle dinamiche sociali che producono quegli stessi problemi.

            Ma in fondo in fondo, a spaventarmi è anche altro. E chissà perché mi sovvengono dei versi di Bertolt Brecht:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, politica. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Spero, fortissimamente spero di sbagliare

  1. anonimo scrive:

    Ciao Cugì, giravo in giro per la grande rete e ho trovato questo tuo angolo di cultura (un brivido leggendo quelle parole di Brecht). Non mi trattengo, giusto un passaggio per fare un saluto.

    CIAO da Renzo

    Un pensiero prima di andare :
    La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi
    (Indro Montanelli)

  2. anonimo scrive:

    Ciao Cugì, giravo in giro per la grande rete e ho trovato questo tuo angolo di cultura (un brivido leggendo quelle parole di Brecht). Non mi trattengo, giusto un passaggio per fare un saluto.

    CIAO da Renzo

    Un pensiero prima di andare :
    La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi
    (Indro Montanelli)

Lascia un commento