Utile, ma per chi?

La campagna per il voto utile sembra, in alcuni casi, dettare le regole di questa tornata elettorale. Utile ed inutile, a mio avviso, sono due categorie che non si applicano al concetto di voto come espressione democratica. Anche perché qualcuno si dovrebbe anche chiedere: ma utile per chi?

Perché io non capisco se votando i maggior esponenti dei due partiti-coalizioni tra loro fintamente contrapposti (visto che sono capace anch’io di non nominarli?) il voto sia utile per chi lo dà o per chi lo riceve. Propenderei per la seconda ipotesi, comunque.

Ma, volendo invece avventurarsi su di un discorso più articolato, non capisco perché si continua a dire questa falsità che il voto è utile se dato a uno schieramento che ha le carte per poter vincere e quindi governare. Davvero, anche perché, a meno di essermi perso qualche modifica alla Costituzione, l’Italia è una Repubblica parlamentare, e non presidenziale. Quindi si vota per eleggere un Parlamento, non un Governo, tanto meno un premier. E non lo dico io, lo dicono quei milioni di italiani che, meno di due anni fa, hanno respinto con un referendum quella scellerata proposta di modifica costituzionale presentata dal centro-destra che aveva nel presidenzialismo la sua più caratteristica connotazione. Che succedere? Ora il presidenzialismo dei saggi della baita padana è buono pure per wonder Walter? Allora, fino a che si elegge un parlamento inutile è cercare di girarci intorno: si vota per eleggere dei parlamentari scegliendoli fra i partiti che si presentano e dando il proprio consenso a quelli che più riteniamo in grado di poterci “rappresentare”. Non “governare”, ma “rappresentare”; è un concetto difficile da capire per chi di democratico conosce solo gli aggettivi.

Ma quindi sono contro il governo? Niente affatto. Penso invece che il governo debba nascere dalla sintesi fra le istanze del popolo, ed esplicarsi nell’azione condotta da un esecutivo che sia in linea con la rappresentanza popolare espressa attraverso il voto. Tradotto: quello che prevede la Costituzione italiana, che da nessuna parte dice che alle elezioni politiche si elegge un governo. Formalismi? Forse.

Intanto, il bipartitismo coatto sta spingendo alla disaffezione per la politica. L’astensionismo nasce proprio da ciò; se si dice o votate per noi due o è inutile andare a votare, se Pd e Pdl continuano a ripetere che chi è di centro-sinistra deve votare Veltroni e chi è di centro-destra Berlusconi e che non vi sono alternative, è logico che molti pensino ad andare al mare. A un elettore non puoi dire “o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra”, non stiamo mica giocando, stiamo parlando di qualcosa che è degli elettori: il diritto a decidere. Non solo e non tanto chi li deve “governare”, quasi fossero animali da cortile, ma chi può e deve rappresentarli, quale formazione politica è più vicina al proprio sentire, alla propria visione del mondo e dei rapporti che lo regolano. E poi quella stessa forza porterà il suo contributo nell’azione di governo, se sarà di maggioranza, anche mediando fra le posizioni delle altre compagini (che era poi lo spirito dell’Unione e del centro-sinistra prima della deriva veltroniana del “sonoefacciotuttoio”) o nel ruolo di opposizione. Il tutto attraverso il confronto e la discussione. Perché “noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia”, citando Pericle ed il suo discorso agli ateniesi. Sempre che la democrazia sia sostantivo, e non un aggettivo come un altro.

A margine di questo post, permettetemi di fare un breve appello al voto per la Sinistra l’Arcobaleno. Perché? Per difendere e tutelare i diritti dei lavoratori, perché il precariato non sia la misura della vita umana, per garantire l’esistenza di uno stato sociale e dei servizi pubblici ed universali quali la scuola e la sanità, per i diritti civili di tutti, indipendentemente dal dove sono nati o dal loro orientamento sessuale, per una Italia più equa e più giusta. E perché c’è bisogno di una forza di sinistra che sia rinnovata e forte. Il 13 e 14 aprile votate e fate votare la Sinistra l’Arcobaleno, grazie.

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4 risposte a Utile, ma per chi?

  1. anonimo scrive:

    Caro Rocco, aspettiamo con impazienza un tuo commento sui risultati elettorali. 🙂

    Antonio Bisignano

  2. anonimo scrive:

    Caro Rocco, aspettiamo con impazienza un tuo commento sui risultati elettorali. 🙂

    Antonio Bisignano

  3. olitarocco scrive:

    Ciao Antonio, devo prima elaborare il dolore…Scherzo (ma non troppo), in ogni caso prometto un commento entro la giornata di domenica, al massimo lunedì mattina. Un saluto affettuoso. PS: Ma è da una vita che noi non ci vediamo o sbaglio?

  4. olitarocco scrive:

    Ciao Antonio, devo prima elaborare il dolore…Scherzo (ma non troppo), in ogni caso prometto un commento entro la giornata di domenica, al massimo lunedì mattina. Un saluto affettuoso. PS: Ma è da una vita che noi non ci vediamo o sbaglio?

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