A volte è necessario spingere al Massimo

Salve a tutti,
            a caldo ieri pomeriggio stavo per mettermi a scrivere un articolo che definire “risentito” contro i senatori Turigliatto e Rossi, e anche contro Andreotti e Pininfarina (di De Gregorio non parlo per carità cristiana) significa usare un blando eufemismo. Poi sul far della sera mi è salito un particolare senso di scoramento, un “magone” ed una tristezza che mi stavano quasi per togliere l’appetito. Ho inviato un messaggio ad un amico senatore dei Ds, nel quale gli chiedevo se avessero già un’idea per i prossimi scenari: voto anticipato o soluzione tecnica. Infine, poco prima di cena, parlando di queste cose con mio fratello e dando uno sguardo ai titoli dei giornali del mattino ed alle dichiarazioni in Senato ho mutato la mia idea, ho capito una serie di cose e mi è tornato l’appetito.
            Certo è solo una riflessione, una ipotesi personale che non ha certo la velleità di assurgere a verità unica e confermata. Certo, come diceva Pasolini, so i nomi e conosco i fatti ma non ne ho le prove. Ciononostante, voglio rendervi partecipi della mia idea sul caso.
            La crisi di Governo è legata ad un problema di maggioranza al Senato. E fin qui, tanto piacere, direte voi. Si, ma un problema solo, e solamente, relativo ai numeri: squisitamente numerico che nulla ha a che fare con il tenore o il contenuto delle questioni di volta in volta poste. E’ avvenuto sulla Politica Estera, poteva accadere sul quella Economica, e sarebbe accaduto sul quella Sociale. Così come relativo è il lato nel quale il fatto è accaduto: ieri è stata l’ala sinistra, certamente la più pericolosa e ostica sotto questo profilo, domani avrebbe potuto essere il centro mastelliano.
            A questo punto, vi chiederete cosa io credo sia avvenuto? E’ avvenuto che D’Alema si è stancato. Noi che Baffino abbiamo imparato a conoscerlo sappiamo che ha una grande capacità di mediazione, la Bicamerale insegna. Ma sappiamo anche che è uno che quando si stanca si stanca, ricordate le dimissioni dopo le Regionali del 2000? Bene, sappiamo tutto ciò, e sappiamo anche che è immensamente ed irreversibilmente presuntuoso e calato nella parte dell’uomo forte della coalizione. Colui che rischia la crisi per la presidenza della Camera ma che sa fare il passo indietro per il bene comune, colui che lo si vorrebbe mandare al Quirinale ma conquista la Farnesina ed la vice presidenza. In una parola: è un politico d’altri tempi, un grande politico, forse l’unico. Potrà piacere o meno (a me non tanto), ma è un politico con la P maiuscola.
            E cosa fa questo grande politico quando si stanca? Lo fa capire a tutti e minaccia tutti che: “o ci si da una regolata o si va tutti a casa, perché stavolta sono io a dirlo”. Minaccia e persegue la minaccia con i fatti. E non si dimette solo lui, ma fa dimettere Prodi in persona. “Sono io quello che comanda – sembra dire Baffino – altro che quelle margheritine di Rutelli e Parisi: a loro si può pure votare contro. A me no. E quindi – rilancia il salentino dalle origini lucane – vi sfido tutti, destra e sinistra”.
            E lo fa. Lo fa sul pendio più difficile. In Politica Estera, contro gli agguerriti della sinistra radicale. Crea lui stesso il campo di battaglia, e lui a creare la tensione mediatica intorno alla situazione che altrimenti difficilmente sarebbe stata presa in considerazione dagli italiani (ricordo a tutti che il Governo non è stato sfiduciato – la fiducia infatti non era posta – ed è stato sconfitto su di un passaggio certamente importante – le linee programmatiche degli Esteri, non certo però le azioni dirette da mettere in campo – ma non fondamentale per la vita del Paese. Ecco perché Napolitano ha consigliato a Prodi, e non avrebbe potuto fare diversamente, il passaggio sulla fiducia in Parlamento). Lo fa già dalla vigilia, con una dichiarazione di fuoco che avvisa tutti: “O la maggioranza autosufficente, o tutti a casa”. Ecco perché, a mio avviso, Turigliatto e Rossi hanno solo sparato, ma il fucile non lo avevano caricato loro e, mi dispiace dirglielo, non avevano scelto nemmeno il bersaglio.
            Ora tutti sembrano in riga. La Palermi e Giordano ieri sera a “Ballarò” sembravano più allineati di Violante. E la comunicazione giunta a tarda sera dalla direzione nazionale dei Ds nella quale si ribadiva a Prodi il sostegno per un reincarico è in linea con l’idea che mi sono fatto. Cioè, D’Alema lo scontro lo ha cercato per dimostrare che lui e solo lui poteva risolvere il problema. Ha cercato e trovato lo scontro necessario a fare chiarezza e rimettere tutto in ordine: per far capire che così non si andava e non si va da nessuna parte.
            Fin qui la storia secondo me, e ora che succederà? Siamo, ovviamente, nell’ambito delle previsioni, ma voglio azzardarne una anch’io. Vedo prossimo un Prodi bis a maggioranza blindata. Non un Governo nel buio, ma la certezza della maggioranza sempre e comunque. Allargando anche di poco l’attuale base parlamentare con alcuni centristi dell’area Follini o transfughi Udc. Non l’Udc nella sua interezza, ma suoi pezzi. Centristi ai quali Prodi (oltre a strapuntini di sottopotere) dovrà promettere la riforma del sistema elettorale, meglio, per i centristi, se andando verso un modello sullo stile di quello tedesco. Anche perché in una situazione simile, indirettamente, ci guadagnano anche Casini e Fini: se infatti andiamo a votare oggi il candidato premier dalla centro destra sarebbe Berlusconi; fra cinque anni certamente non più.
            Questa è una previsione. Quello che invece mi sembra già di scorgere è invece una sinistra radicale più allineata, con lo stesso Giordano favorevole a raggranellare altri pezzi di centro, e la sinistra in genere più forte, perché più decisa anche nel compiere le scelte drastiche, del centro. E D’Alema? Be’, se ci sarà il Prodi bis lui sarà l’uomo della Provvidenza e colui che ha messo in riga i discoli, sia di centro che di sinistra. Se si andrà tutti a votare, lui sarà l’uomo di ferro, quello tutto d’un pezzo, quello che non minaccia le dimissioni come Mastella, salvo poi puntualmente rimangiarsi la parola, quello che fa seguire i fatti ai discorsi; in una parola: l’uomo forte della sinistra, del centro sinistra e della politica italiana.
            E il Partito Democratico? Non credo sia stato nei pensieri di D’Alema ieri al Senato. Né, penso, sia stato il fulcro della discussione alla direzione nazionale dei Ds ieri sera. Alcuni potrebbero vedere nell’accaduto un movente in più per accelerarne il percorso per compattare ancora di più la maggioranza (un po’ difficile, a mio giudizio, visti gli avvicinamenti con Follini); altri potrebbero vedere, invece, in ciò le ragioni per uno stop e il tentativo di ricostruire solide basi condivise a Sinistra.
Chissà che questo pensiero, pur solo per un attimo, non sia balenato anche a Baffino. Non in Senato certo, ma mentre tornava dalla Spagna forse. Chissà se lui non abbia, magari pur solo per un attimo, pensato che se avesse dato una dimostrazione di forza così decisa anche quell’altro discorso, quello sul futuro partito, sarebbe potuto diventare tutto e solo “materia sua”. Chissà se egli non abbia canticchiato in aereo “voglio vedere come va a finire, andando al Massimo senza frenare; voglio vedere se davvero poi si va a finir male…”
Ahi, ahi, ahi, ahi, ahi, ahi…
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4 risposte a A volte è necessario spingere al Massimo

  1. anonimo scrive:

    forse ti potra interessare sapere , ma probabilmente lo sai gia, che lo SDI va a un congresso straordinario…non ho letto tutto…non ho avuto tempo..sembrano manovre di avvicinamento alla sinistra DS, e a quanto ne so Boselli non ha nemmeno risposto alla richiesta di Pannella di riunire il direttivo della RnP.
    ti do il link…poi lo leggerò
    ciao

    http://sdionline.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4166&Itemid=126

    Primadirettiva

  2. anonimo scrive:

    forse ti potra interessare sapere , ma probabilmente lo sai gia, che lo SDI va a un congresso straordinario…non ho letto tutto…non ho avuto tempo..sembrano manovre di avvicinamento alla sinistra DS, e a quanto ne so Boselli non ha nemmeno risposto alla richiesta di Pannella di riunire il direttivo della RnP.
    ti do il link…poi lo leggerò
    ciao

    http://sdionline.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4166&Itemid=126

    Primadirettiva

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