Quello che non mi convince, di molti sedicenti anti-imperialisti

Da settimane, Usa e Russia stanno decidendo i destini dell’Ucraina, senza l’Ucraina. Un po’ come in quella conferenza bavarese del secolo scorso, che infiniti addusse lutti agli uomini in tutto il mondo. Eppure, dinanzi a questo squadernarsi di arroganza nemmeno celata dietro scampoli di finto aplomb diplomatico, per tanti, troppi, il problema, l’unico responsabile, il solo ostacolo sulla via fiorita che conduce alla pace di Putin e Trump è l’Unione europea. Niente di meno!

Ciò che mi stupisce di più, in quelle accuse e su quanto accade, sono i toni entusiasti di sedicenti anti-imperialisti e altermondisti. Rispetto al piano di pace elaborato da Washington e non sgradito a Mosca, ostentano la soddisfazione tradotta in un duro «alla faccia di Bruxelles». In particolare, a convincere quegli alternativi è la marginalizzazione dell’Ue, relegata sullo sfondo di decisioni prese e imposte dai due uomini forti, quasi ignorando che quell’accordo sulle sorti di una nazione senza il coinvolgimento degli interessati è precisamente ciò che farebbero degli imperialisti e colonialisti. Se è ciò che vi piace, dovreste quantomeno riconsiderare la vostra postura da anticonformisti.

Senza voler aggiungere che oggi l’unica realtà politica non imperiale per struttura e non aggressiva per definizione istituzionale è proprio l’Ue, pure esperti analisti sembrano leggere con malcelata soddisfazione l’estromissione della politica continentale dalle decisioni sul nuovo ordine mondiale. Quasi irridono la mancanza di “potere deterrente” dell’Unione. Il fatto è che quel potere, nel caso di Trump e Putin, si fonda sulla forza. Quante volte avete letto, in filigrana nei commenti più paludati, chiaramente nelle esternazioni dei meno misurati, che la Russia è meglio lasciarla stare, dato il potenziale atomico? E degli Usa, non è ancora il big stick che si teme, più di quanto non sia l’esempio democratico e liberale a essere rispettato?

Cosa rimproverano, precisamente, quando lamentano quella mancanza di elementi coercitivi effettivamente utilizzabili da parte dell’Ue? Il non avere un esercito armato fino ai denti? Il non aver posto, come condizione all’Ucraina per gli aiuti, un ingente pagamento in natura e terre rare? Il non essere un posto dove uno decide e tutti gli altri si adeguano tacendo? La mancanza di unità, continuamente messa in discussione proprio dagli stessi che la criticano come limite? Tutte queste cose insieme o un po’ di ciascuna di esse?

Così, tanto per capire. Perché a volte basterebbe ammettere che l’imperialismo dà fastidio solo quando non è il nostro: sarebbe tutto più chiaro, e senza ambiguità nascoste dietro pose moralistiche e sostenute.

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