Sul tabellone scorrevano i ritardi,
i nomi delle città già viste.
Seduto tra persone sconosciute,
restò a guardare partire un treno.
La banchina si svuotava piano,
tra valigie e saluti frettolosi.
Qualcuno aveva una direzione,
qualcun altro una ragione.
Pensò alle strade percorse,
a quelle lasciate indietro.
Per un momento gli parve possibile
che il viaggio fosse diventato la meta.
Come se gli anni trascorsi
avessero chiesto qualcosa in cambio.