Passi essenziali

Saliva lento. Dal fondo della via,
la fascina piegata sulla spalla.
La nebbia lasciava intorno
solo il necessario a esistere.

Non guardava l’ora,
non pareva averne bisogno.
Camminava come chi conosce
il tempo prima dei minuti.

Le scarpe consumate, il passo fermo,
i gesti ridotti all’essenziale:
niente chiedeva di più
di quanto potesse servire davvero.

Rimase a osservarlo finché sparì,
dietro una porta lasciata socchiusa,
quasi che quel poco bastasse ancora
a tenere insieme il mondo.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, poesia. Contrassegna il permalink.