Washington, hai un problema

«There are nearly seven hundred thousand police officers in the United States, about two for every thousand people, a rate that is lower than the European average. The difference is guns. Police in Finland fired six bullets in all of 2013; in an encounter on a single day in the year 2015, in Pasco, Washington, three policemen fired seventeen bullets when they shot and killed an unarmed thirty-five-year-old orchard worker from Mexico».

Il brano citato sopra è tratto da un articolo di Jill Lepore, docente di storia ad Harvard, pubblicato sul numero del New Yorker dello scorso 20 luglio. E dà un po’ la misura estremizzate delle differenze. La polizia finlandese, nell’esempio ricordato, ha esploso in tutto sei colpi in un anno; in una cittadina del Wisconsin, per venire a tempi più recenti, un solo poliziotto, ha sparato sette volte alla schiena di un uomo disarmato, Jakob Blake, mandandolo in ospedale gravemente ferito. E a Salt Lake City, in Utah, altri poliziotti hanno fatto fuoco, colpito e ferito gravemente Linden Cameron, un tredicenne, autistico, disarmato e in un evidente momento di difficoltà psicologica.  Sempre sul magazine newyorkese, il 3 agosto, e ancora a proposito delle differenze fra polizie europee e statunitense, William Finnegan scriveva: «In some Western European countries, police academies are as selective as a good American college. Recruits in Germany study for a minimum of three years, with professors who are experts in their fields. Officers in the U.S. often start work with as little as eleven weeks of training, mostly in firearms and survival». Se hai agenti che sanno solo sparare, è probabile che lo facciano con più frequenza che da altre parti. E questo, per gli Usa, è un problema non di poco conto.

Un problema che oggi Washington non sembra voler prendere in considerazione, soprattutto da quando a guidarla c’è un tizio che dei modi sbrigativi e decisamente irruenti nella risoluzione delle questioni ha fatto metro e misura di tutte le cose degli uomini. Certo, la società americana non è così facilmente paragonabile con quella europea, e un sospetto che tenta di aprire la propria auto lì fa venire molta più paura a un agente per la possibilità che abbia un’arma nel cruscotto di quanta ne può fare qui. Ma da questo a colpi esplosi contro un ragazzino indifeso, come era Linden Cameron in casa sua, ne passa.

Ecco perché torno alle parole di Finnegan, soprattutto in considerazione di quel differente contesto sociale. Se in Germania formano per tre anni i poliziotti prima di mandarli in strada, e su diverse materie, è mai possibile che una società così complicata come quella statunitense si affidi a meno di tre mesi di corso, praticamente solo su come si usano le armi e le mani? Ripeto: se insegni agli uomini destinati a tutelare l’ordine per le strade solamente come si spara e si picchia, rischi che poi solo questo ritengano possibile fare, difronte alle situazioni che possono trovarsi quotidianamente ad affrontare.

Con i risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi.

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