«E allora l’Europa?». Facile critica, ma non vera

Le difficoltà ci sono tutte, e a negarle non solo ci si dimostrerebbe ciechi, ma si farebbe un torto gratuito ai tanti che soffrono davvero, per la malattia, in particolar modo, e per le conseguenze indirette della pandemia, economiche, lavorative e sulla vita quotidiana. E ovviamente, qui tutto si farà, tranne dare segnali candidamente (nel senso volteriano) ottimistici. Però, alcune cose vorrei dirle.

«E l’Ue, cosa sta facendo?». Quello che può e che riesce, tra cui programmare lo stanziamento di 30/40 miliardi di euro, derogare ai parametri di bilancio e chiedere a tutti di non limitare la circolazione interna di materiale sanitario. Per il resto, all’Ue, intesa come soggetto politico sovranazionale, alcune competenze non sono volutamente state date proprio per l’azione dei campioni del pensiero che oggi la critica per la sua debolezza; cosa volete che faccia, di più? Che si occupi di problemi della sanità a livello dei singoli Stati? Bene: pensateci pure domani, quando questo sarà finito, e chiedete a quelli che votate che le vengano date le competenze necessarie. «E la Germania? E la Francia? Cosa stanno facendo?». Affrontando la stessa emergenza che affrontiamo in Italia. Nel momento in cui scrivo, i tedeschi contano quanti malati da Covid-19 ne avevamo noi il 13 marzo, quando già ci eravamo chiusi in casa e i nostri ospedali erano in affanno: pensate davvero che abbiano la forza di fare di più di ciò che fanno? «E la Bce?». La gaffe della Lagarde, per quanto fatta mentre annunciava lo stanziamento di 120 miliardi, l’abbiamo pagata tutti molto cara, vero, italiani e francesi per primi e di più; non lo nego e penso che quello non sia il suo posto. Detto questo, martedì scorso la Banca centrale europea ha lanciato un piano straordinario di acquisto di titoli di Stato per 750 miliardi, e la sua presidente ha detto che per l’Istituto che guida «non ci sono limiti all’impegno per l’euro». Davvero è poco? Davvero è tardi?

Non sto difendendo l’Ue, la Germania o la Bce: sto dicendo che non sono vere molte delle accuse che vengono rivolte. Soprattutto dai cosiddetti sovranisti, ai quali sarebbe facile chiedere dove siano i loro amati Orban, Putin o Trump. Gli stessi sovranisti, sia detto per inciso, che prima urlavano contro i cinesi in quanto cinesi, e che ora usano gli aiuti sanitari inviati dalla Cina quale esempio per accusare di inazione l’Europa.

Roba che se per questo morbo non si contassero morti, ce ne sarebbe da ridere.

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