Сначала россияне! Anche a Priolo Gargallo, Siracusa

«Non c’era un problema di ordine pubblico né tantomeno l’esigenza di “tutelare” i flussi turistici, giustificazione, inserita nell’ordinanza, che aveva suscitato ilarità ma soprattutto indignazione nei sindacati. A spingere il prefetto di Siracusa, Luigi Pizzi, a firmare il provvedimento con il quale a maggio ha disposto il divieto assoluto, fino al 30 settembre, di assembramenti di operai davanti al Petrolchimico di Siracusa, sono stati i russi. Attraverso l’ambasciatore Sergey Razov, il governo di Putin ha sollecitato e ottenuto dal Viminale quell’ordinanza prefettizia che per Cgil Cisl e Uil rappresenta la pagina più buia nei settant’anni di storia del Petrolchimico».

Così Alfredo Marsala, sul Manifesto di ieri e a proposito della situazione e delle tensioni tra lavoratori e proprietà allo stabilimento di Priolo Gargallo, nel siracusano. In pratica, nella ricostruzione sua e dei sindacati, le pressioni del diplomatico russo sul Viminale, scritte in una lettera cordialissima inviata al «caro Matteo» nel marzo scorso, avrebbero generato il provvedimento del prefetto della città di Archimede, per tutelare, come lo stesso Razov in quella spiegava, gli interessi della LUKoil, il più grande gruppo petrolifero russo e fra i primi al mondo. Interessi che, sempre a detta dell’ambasciata di Russia in Italia, sarebbero continuativamente danneggiati dalle azioni di protesta dei lavoratori e dai relativi blocchi alle attività delle raffinerie. Sinceramente, che il diplomatico scriva mi sembra pure comprensibile: il colosso del petrolio pressa, lui s’interessa. Quello che disegna «uno scenario inquietante», per usare le stesse parole della Cgil locale, è la sollecitudine con cui il Governo italiano risponde, a mezzo del suo organo territoriale, disponendo per gli operai il divieto assoluto di fare manifestazioni. Credono alle motivazioni, per così dire, “turistiche” dietro il provvedimento prefettizio, i sovranisti al niuru i sicci, o sentono un fremito da condizionamento straniero nei confronti dell’amico Vlad?

Per come la vedo io, è la solita storia: i capitalisti sono sempre quella roba lì, gente che non vuole fra i piedi lavoratori in lotta per i loro diritti e cerca, con l’aiuto e l’ausilio della forza pubblica e delle istituzioni, di far passare per legge il proprio interesse. La cosa curiosa e che stupisce non poco, visti i proclami all’italianità sopra ogni cosa, è semmai la reazione da recluta dinanzi al sergente istruttore dell’intera catena di comando che da Roma giunge al sudest della Sicilia, pronta a mettersi in moto al primo accenno di sensibilizzazione al tema vergato su carta intestata con l’aquila bicipite e l’accollato San Giorgio trionfante sul drago.

O forse persino questo ha una sua spiegazione, che ne dite?

Questa voce è stata pubblicata in economia - articoli, libertà di espressione, politica e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.