Davvero state sostenendo che rimanendo umani si faccia un favore alla destra?

Il non detto di tutti questi mesi in cui si sono ripetuti gli scontri fra le Ong e il ministro dell’Interno è stato, in buona sostanza: «basta attaccare Salvini sulla questione dei migranti, gli si fa solamente un favore e così cresce il suo consenso elettorale». Può darsi che sia così, per quanto in me permangano forti dubbi al riguardo, soprattutto per l’esperienza del passato, nel quale il silenzio sulle bestialità non ha mai scalfito il consenso di cui persino i regimi autoritari godevano, nei momenti di maggiore intesa con le popolazioni a loro assoggettate.

Ma pure se le cose stessero davvero in questi termini, che altro dovremmo fare, se non cercare di spiegare ai più le nostre ragioni tenendo fermi i princìpi su cui poggiano? Dismettere la nostra umanità e fregarcene di chi muore in mare nella ricerca di una vita migliore di quella che è costretto a condurre? Fottercene delle decine di migliaia di bambini, donne e uomini che giacciono sul fondo del Mediterraneo, perché, se no, qui da noi, c’è il rischio che si perdano le prossime elezioni? No, nessuna vocazione da «anima bella», anche perché qui, quelli che salvano la vita in mare, le mani sul quel bancone di macelleria che è la storia ce le mettono e come, a rischio di farsi male davvero, di finire arrestati o peggio, additati al pubblico ludibrio ed eletti a nemici del popolo dal barbuto tribuno che ogni suo oppositore addita alla gogna e al dileggio dei suoi fedeli followers.

Tra l’altro, non credo affatto che fare la faccia feroce contro le Ong, ingiungere loro di sottostare ad accordi lesivi della propria capacità di operazione a largo, sospendere quelle missioni che tanti esseri umani avevano dimostrato di saper trarre in salvo impedisca alla destra di crescere nei sondaggi e nelle urne. Tutto ciò è stato fatto nel recentissimo passato, e oggi siamo qui, con Salvini al comando unico del Paese i suoi alleati pronti a farsene complici, pur di rimanere al governo e assisi sui loro seggi.   

E vengo infine all’ultimo aspetto che credo si possa scorgere in ragionamenti come quello che sto facendo. «Ma se la situazione è come la descrivi», mi si potrebbe obiettare, «il tuo discorso rischia di sembrare un’accusa a quanti affollano le file dei sostenitori della destra». In pratica, a qualcuno potrebbe sembrare che io stia dicendo che è anche responsabilità dei singoli elettori se al potere abbiamo la cattiveria fattasi politica, perché sono loro che dimostrano, col voto, di gradire il pugno di ferro contro i disperati, al di là di quello che può succedere, morti in mare e torture nei lager libici comprese (e per alcuni di essi, forse proprio per queste). Se tale è l’impressione che le mie parole vi danno, vuol dire che ho trovato quelle giuste per esprimere ciò che penso.

Sì, se davvero la maggioranza degli italiani sta con Salvini, il problema non è Salvini.

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