Stiamo invecchiando. E male

Nell’ultimo rapporto Istat, la fotografia dell’Italia che emerge è quella di un Paese in deciso calo demografico. Rispetto all’anno precedente, infatti, i residenti nel territorio nazionale sono calati di ben 400 mila unità. Cosa ancora più preoccupante, per le sorti della vita umana fra l’Alpi e Sicilia, è il dato che vuole la popolazione invecchiare progressivamente: da una parte, sempre meno bambini, dall’altra, un numero di anziani che man mano aumenta nella sua incidenza percentuale sull’intera composizione sociale.

Con buona pace degli allarmi sui «milioni di immigrati clandestini» che si sarebbero riversati nel nostro Paese negli scorsi anni, ogni giorno siamo di meno. E ogni giorno, appunto, invecchiamo. E male. Perché, a giudicare da certi comportamenti e parole che si sentono in giro, siamo sempre più simili a quei personaggi scorbutici che popolavano la nostra infanzia e che, puntualmente, ci intimavano di andare «a giocare da un’altra parte», infastiditi dalla nostra stessa presenza, più che dal rumore che potevamo fare. Così mi sembra accada oggi: nelle chiacchiere al bar o in fila alle poste come nei commenti sui social o nelle voci dal pubblico dei talk show, c’è un burbero rimbrotto continuo contro tutto ciò che, per sua stessa natura, urla la sua vita e la sua intenzione di stare al mondo per l’età che ha. È un brontolio triste e disperato, se ci fate caso e se ci pensate.

Cosa può spingere a tifare per un energumeno che, cinicamente e per squallide ragioni elettorali, ricatta mezz’Europa tenendo in ostaggio persino i bambini su delle navi in mare aperto e negando loro la possibilità di toccare terra, quasi fosse il fio da scontare per esser scampati al naufragio; cosa può far riempire il discorso pubblico dell’astio verso quegli uomini che arrivano «tutti palestrati», accusati di ciò solo perché giovani e in forze di corpo sufficienti a non farli perire prima; cosa può far negare l’accoglienza su un suolo patrio che si va svuotando di vagiti e risa d’infanzia a donne incinte o con neonati in braccio, se non la mesta rinuncia a immergersi nella vita così com’è data, che spesso soffrono i vecchi che han vissuto male, per cattiveria, i loro giorni passati?

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