Quando manganellavano migranti e antifascisti, al governo c’eravate voi

Io comincio a stancarmi di vedere la mia parte sempre dal lato sbagliato dei manganelli. E più andiamo avanti, più la cosa si fa preoccupante. Perché è in questi anni, mesi, che le punte stanno raggiungendo livelli mai conosciuti prima, come gli idranti usati per cacciare da una piazza migranti già cacciati dal posto in cui vivevano.

O le cariche contro quelli che si oppongono al fatto che movimenti dichiaratamente fascisti possano agire e far propaganda come se nulla fosse, nonostante leggi e disposizioni costituzionali lo vietino. Ma niente, il nemico, per l’ordine pubblico e i suoi tutori, sono gli antifascisti, addirittura arrivando a dire che il loro antifascismo non è che «un alibi». Un alibi? E per cosa? Per prendere manganellate date sempre con troppa forza da quelle stesse forze di polizia che mai intervengono a fermare quanti definiscono «gli eredi del fascismo italiano», in un tripudio folle e cupo di simboli barbarici e saluti romani? E una cosa devo dirla anche a voi, amici che foste di sinistra: quando vi ergerete ad argine contro la deriva a destra della nazione, ricordatevi che al governo, mentre a colpi di manganello si cacciavano i migranti e si garantiva ai neofascisti spazi e modi per far proseliti, c’eravate proprio voi.

Perché è quello che in molti ricorderemo, al tempo in cui saremo chiamati a scegliere con chi stare. Non tentate, a quel punto, la carta dell’unico baluardo possibile, del «solo noi possiamo opporci a questo scadimento», perché è precisamente mentre eravate voi a guidare che qui siamo finiti, e i vostri uomini li mandavate contro quelli che ai fascisti si opponevano, mai a impedire a questi di organizzarsi e crescere, come peraltro sarebbe compito a voi assegnato dalla Carta che vi siete impegnati a rispettare e attuare.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, politica, società e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento