La crisi è finita, evviva! Ora, fora le palanche

Una buona notizia è una buona notizia, non c’è nulla da aggiungere. E se riguarda la nazione in cui vivi non può che farti doppiamente piacere accoglierla. Ecco perché ieri, quando ho ascoltato al tg i dati diffusi dell’Istat sulla crescita del Pil italiano, mai così alta da sei anni a questa parte, ho brindato alla salute del Paese.

Chiaramente, i padri delle vittorie sono innumerevoli almeno quanto sconosciuti son quelli delle sconfitte. Per questo mi ha tutto sommato rassicurato il profluvio di dichiarazioni entusiaste dei governanti, attuali e passati, e pure l’immancabile affondo di Renzi, con quel suo stile prevedibile nel leggere nelle rilevazioni sullo stato della nostra economia una smentita dei «gufi». Ora, a parte che a “gufare” erano quelli che prevedevano tragedie e annunciavano disastri nell’ipotesi che non fosse passata la riforma costituzionale renziana, vorrei anch’io unirmi ai festeggiamenti per la fine della crisi e la ripresa dell’economia. E per farlo nel migliore dei modi non posso che chiedere quando, di tutta questa ricchezza, vedremo i frutti concreti. Cioè, quand’è che ci saranno aumenti contrattuali significativi per i lavoratori di tutti i comparti? Quando si metterà fine alle, a questo punto non più giustificabili, politiche di austerità e sacrifici, tipo l’innalzamento continuo dell’età per l’accesso alla pensione o i tagli in settori come ricerca e sanità? Quando vedremo un bel piano di rilancio degli investimenti pubblici per sostenere al meglio l’occupazione e i settori che maggiormente hanno sofferto negli anni passati? Perché se la crisi è finita e la ripresa è forte e finalmente sicura, vogliamo vedere i soldi.

Altrimenti, scusatemi, ma mi sa un po’ di presa in giro. E siccome non posso immaginare che a farlo siano gli analisti dell’istituto nazionale di statistica, non vorrei mai che lo scherzo si nascondesse dietro le parole e nelle azioni di quanti, festeggiando la maggior ricchezza che quelle serie di rilevamenti tracciano, non pensano affatto a dividere la torta con gli altri che, evidentemente, hanno collaborato alla sua definizione.

Sempre che quella torta abbia davvero le dimensioni che gli entusiasti festeggiano, ovvio.

Questa voce è stata pubblicata in economia - articoli, libertà di espressione, politica e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

1 risposta a La crisi è finita, evviva! Ora, fora le palanche

  1. Fabrizio scrive:

    merito del sistema “finanziario “ROUSSEAU ?
    Atlantic Union Rothschild/Rockefeller Obtain Equity Stanley Sachs ?
    sistema suddiviso in quanti sottosistemi ?

Lascia un commento