Un’esclusione sul piano politico

A guardarla con le ragioni squisitamente afferenti alle questioni delle idee e dei progetti, considerata la distanza esistente e probabilmente incolmabile, proprio per la radicale contrapposizione di visioni e obiettivi, fra le posizioni dell’Alde e quelle del M5S, non faccio alcuna fatica a capire il perché del rifiuto dell’accordo fra Grillo e Verhofstadt da parte degli euro deputati del gruppo lib-dem. C’è un però ineludibile in tutta questa vicenda, ed è quello che mi sta interrogando da un po’ di giorni.

In molti, me fra questi, anzi, io per primo, perché non voglio certamente sottrarmi al novero di quelli compresi nell’errore che critico, hanno sempre stigmatizzato le posizioni antieuropeiste e le velleità isolazionistiche del movimento guidato dall’ex comico genovese. E non senza motivazioni valide e condivisibili: l’Unione europea non è affatto un destino, e proprio per questo va difesa, visto che ha assicurato al continente un lungo periodo di pace e prosperità, impensabile con l’occhio dei secoli appena precedenti all’attuale, e la politica è alleanza, accordo e compromesso, altrimenti rimane solo la prova di forza elettorale, vuota e pericolosa allo stesso tempo. Bene, fin qui le nostre censure. Ma proprio adesso che i pentastellati provano a fare un accordo con un gruppo di verificata convinzione federalista e nei modi in cui pensiamo vada fatta la politica, vengono respinti e tutti noi apprezziamo, o almeno non condanniamo, quel respingimento; non è, il nostro, un atteggiamento contraddittorio?

Non li si spinge così ancora di più verso quelle posizioni e quei comportamenti che costantemente critichiamo? E ancora, quale reazione potranno avere a questo punto, se non chiudersi in sé stessi come già e più di adesso? Quale atteggiamento verso l’Ue, se non combatterne le sue forme e le sue istituzioni, ricercando in quelle forze che pure critichiamo le sponde che non hanno trovato nelle nostre o in quelle che apprezziamo nei metodi e negli argomenti?

Insomma, non è forse anche questa una forma di esclusione, praticata sul piano politico?

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