Quelli che rimangono in piedi

I primi si sedettero dalla parte della ragione,
perché trovarono il posto libero al loro arrivo,
perché si confacevano loro quegli alti seggi.
Gli altri, trovando presi quelli a cui ambivano,

si accomodarono presto dalla parte del torto,
perché per loro questo era il posto dei giusti,
perché giammai toccasse loro parlar per primi.
E sì gli uni e gli altri irremovibili stettero assisi.

Quel consesso tal ci si parò dinanzi, completo
in ogni ordine e grado di sedie e poltrone, perfetto
nel suo indistinguibile specchiarsi in se stesso.

Noi fummo e siamo quelli che rimangono in piedi,
ché posti non ve n’è, a torto o a ragione, eppure
sapendo da tempo che è sempre possibile andar via.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, poesia e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento