Ma non era la destra a chiedere i militari per le strade?

«Obiettivamente i militari possono tornare utili in una situazione come quella di Milano e di via Padova in particolare. Sto considerando di chiedere per la città una parte dei militari che erano impegnati sul progetto “strade sicure” per il Giubileo. Alcune comunità sudamericane si caratterizzano per avere livelli di violenza preoccupanti. In via Padova, da piazzale Loreto in su, agiremo perché li tema sicurezza è più urgente che altrove» Così il primo cittadino milanese Giuseppe Sala, chiedendo l’aiuto dell’esercito per i problemi di pubblica sicurezza. E a chi gli ha fatto notare che così rischia di dar ragione alla destra che denuncia una situazione in cui l’ordine pubblico pare sfuggito di mano ai suoi tutori, l’inquilino di Palazzo Marino risponde: «Non lasciamo in appalto alla destra il tema della sicurezza».

E niente, dev’essere il tratto aziendale che è in lui ad avergli suggerito quell’ultimo passaggio sulla gestione «in appalto» di temi sociali e civili. Transeat. Quello che mi stupisce, invece, è il senso della richiesta fatta da Sala, quella cioè di avere i militari in giro per la città, di fronte a questioni di ordine pubblico e a problemi di sicurezza, certo, ma anche di integrazione e convivenza. Davvero basta mostrare qualche fucile d’assalto fra le nerborute braccia di giovani uomini per rassicurare una comunità e calmare i violenti e i disadattati? Non l’avevamo già provato, con scarso successo, peraltro? Ma soprattutto, non era proprio questo il genere di risposte che dava la destra, e che noi stigmatizzavamo, particolarmente urticanti in quei paralleli, che qui ritrovo, tra l’etnia («comunità sudamericane») e gli atti («livelli di violenza preoccupanti») compiuti dai singoli?

Dal “pacchetto sicurezza” di maroniana memoria a salire, o a scendere, se preferite, è stata da sempre quella parte lì a interpretare le questioni sociali come problemi di natura securitaria. Noi eravamo quelli che, appunto, parlavano di integrazione e prevenzione, non di contrapposizione e repressione. Era quello il senso delle nostre battaglie che ci piaceva definire “di civiltà”. Quand’è successo che siamo diventati timorosi di “appaltare” il tema della sicurezza alla destra? E perché?

Come dite? Ah già, che stupido: quelli eravamo noi, non lui.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, politica, società e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento