E chi sarebbero questi “politici”?

Le campagne elettorali degli ultimi anni stanno in tutti modi cercando di mettere in discussione la mia passione per la politica. Siamo ancora, e per fortuna, lontani dai toni e dalle derive americane, per commentare le quali, nulla mi pare più appropriato del gesto di un anonimo cittadino statunitense che, fra cartelli bianchi, rossi e blu con i nomi dei due canditati a far bella mostra in ogni dove, ha deciso di piantarne uno nel suo giardino, con la stessa grafica di quelli ma con su scritto «Noboby».

Non a quei livelli, dicevo, però pure qui la china è presa. Leggevo l’altra sera un pezzo di Alessandro De Angelis, direttore de L’Huffington Post italiano, in cui riportava le parole di Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e spesso volto televisivo del renzismo pragmatico, che, parlando con i militanti della Leopolda 7 (che immagino abbia le versioni, come l’iPhone o Windows), avrebbe spiegato: «Il problema serio è il Sud. Mentre a Nord un pezzo del blocco sociale di Berlusconi, soprattutto imprenditori, vota “sì” in nome della stabilità, nel Sud è tutto più difficile. Lì la gente porta i curriculm, chiede favori ai politici e non sente il bisogno di tagliarli. È un problema dì mentalità». E si deve credere che il Ricci (che non mi risulta abbia smentito la ricostruzione di De Angelis)  sia persona informata sui fatti, visto che appartiene al partito che quelle regioni del Sud, tutte, le amministra, e alcune da molto, forse troppo, tempo.

Perché, non so a voi, ma a me verrebbe da chiedere al primo cittadino pesarese non tanto chi siano quei cittadini con i problemi di mentalità che denuncia, ma quali possano essere i politici che si fanno portare i curriculum e accolgono le richieste di favori. Perché, delle due l’una: o richieste e curriculum rimangono inascoltati e non letti, e allora non si capisce perché i richiedenti dovrebbero voler “non tagliare” i posti dei politici, oppure sono accolti e ricevono attenzioni immeritati, e in quel caso (seppur con uno sforzo logico) si capisce il motivo della difesa delle “poltrone” da parte dei latori, ma la responsabilità passa tutta nel campo dei politici, che per dar corso a quelle “questue” dovranno fare pressioni, ingerenze o, addirittura, azioni non regolari.

Ecco, sarebbe curioso sapere quali politici avesse in mente il rappresentante Pd.

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